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Mostre, festival, cinema e foto per la democrazia nel luglio europeo

10-15 LUGLIO 2025. EXIT FESTIVAL / NOVI SAD, SERBIA

L’ultima festa della democrazia a Novi Sad

Nel 2000, dal movimento di giovani serbi che protestavano per la pace e libertà nei Balcani, è nato l’Exit Festival di Novi Sad, tra i festival musicali più importanti al mondo. Da alcuni mesi Novi Sad è tornata a essere il cuore delle proteste degli studenti, che instancabilmente chiedono nuove elezioni democratiche al governo di Aleksandar Vucic – alla manifestazione del 28 giugno a Belgrado hanno partecipato 140 mila persone. L’Exit sostiene apertamente le proteste degli studenti, e per questo ha dichiarato di aver subìto pressione dal governo e un taglio totale dei finanziamenti pubblici, nonostante sia il soggetto più remunerativo nell’industria creativa dei Balcani. Da 25 anni a luglio l’Exit anima la fortezza di Petrovaradin con più di mille artisti in una festa di centinaia di ore di musica non stop, dal punk alla psytrance. E’ la manifestazione concreta di come un movimento può cambiare la società con l’arte. Gli organizzatori tuttavia, a queste condizioni antidemocratiche, hanno deciso che il 2025 sarà l’ultima edizione a casa, in Serbia. Annunciano che sarà la più indimenticabile, con una line-up con i fiocchi, tra cui le dj Nina Kraviz, Indira Paganotto e Amelie Lens: “Dovevamo alla città un’ultima festa”. Parteciperà anche l’italiana Gala, la cui “Freed from desire” è diventata l’inno degli studenti serbi, che non smetteranno mai di ballare.

 

5 GIUGNO-2 NOVEMBRE. MARLENE DUMAS; LEROS PROJECT / GRECIA

I corpi dell’archeologia, e il sale che evapora 

La vacanza in un’isola greca è una promessa di paradiso in due tempi: spesso fa scalo ad Atene. Ecco due cose da fare, una peninsulare e una insulare. Ad Atene si può visitare “Marlene Dumas: Cycladic Blues”, la prima personale in Grecia dell’artista sudafricana, che mette in dialogo le sue opere con i reperti archeologici del Museo delle Cicladi. Ogni pezzo è stato selezionato personalmente da lei assieme al curatore Douglas Fogle. Dumas nella sua ricerca indaga la vastità dell’animo umano, soprattutto attraverso la traduzione dei sentimenti nel corpo, dalle espressioni alla postura. In questa occasione l’intimità e l’intensità emotiva dei suoi corpi entrano in rapporto con artefatti antichi, del Neolitico all’epoca classica, che hanno evocato nell’artista qualcosa sull’amore, sulla vita, sulla morte, sulla maternità. Un dialogo universale e senza tempo. Dopo lo scalo al Pireo, si arriva finalmente sull’isola. A Leros, nel Dodecaneso, in una villa con le pareti scorticate dalle salsedine ha inaugurato “Folding the sea into dresses that dissolve like salt”, la mostra site-specific del collettivo di Istanbul Perasma, terza edizione del Leros Project. Un progetto forgiato dall’architettura, l’ecosistema e le comunità dell’isola, ma soprattutto dal silenzio, dai ritmi rallentati dal sole e dal vento, e dalle capre inerpicate su ogni roccia. Scrivono: “Quando il mare si ritira e il sale evapora, quello che resta è una traccia di connessione”.

 

FINO A LUGLIO 2025. AZULEJOS  IN MOSTRA / LISBONA, PORTOGALLO

Una cucina del desiderio a Lisbona

Uno degli aspetti più significativi dell’arte dell’azulejo, le mattonelle dipinte e smaltate diffuse in Spagna e in Portogallo, è il rapporto con il contesto in cui l’opera è inserita. Che sia un miradouro, una stazione della metropolitana o una cucina, la piastrella dipinta valorizza, ed è a sua volta valorizzata, dallo spazio che decora. Questo principio ha guidato la mostra al Museo Nacional do Azuejo dedicata al maestro ceramista Querubim Lapa, in occasione del centenario della sua nascita. “Uma Cozinha no Museo”, visitabile fino al 27 luglio, ricostruisce una cucina progettata da Lapa per un appartamento: le mattonelle sono lo spazio dove trova vita il suo l’immaginario colto, umoristico, erotico, legato al cibo e al desiderio. Per un’immersione monografica nelle mattonelle, c’è anche la mostra “Journeys between London and Lisbon on Tiles”, fino al 31 alla Galleria Ratton: un dialogo ideale tra le opere della coppia di artisti Paula Rego e Bartolomeu Cid dos Santos. Per dare nuova vitalità a questo mezzo espressivo della tradizione della penisola iberica, la Galleria Ratton già negli anni Ottanta aveva invitato artisti a lavorare lì, tra cui anche Rego e Cid dos Santos. E’ sempre una buona idea investire nel mattone (o nella mattonella).

 

11-20 LUGLIO. PUNTASACRA FILM FEST / ROMA, ITALIA

Al cinema su un ultimo lembo di terra 

A Roma è veramente estate quando iniziano a spuntare le programmazioni dei cinema all’aperto. Tra i tantissimi schermi, solo da uno puoi sentire il mare. È quello del Punta Sacra Film Festival, la rassegna di cinema all’aperto gratuito all’Idroscalo di Ostia, ideata da Alice nella città insieme alla comunità del borgo. L’Idroscalo è l’ultimo lembo di terra stretto tra la costa e la foce del Tevere, è considerato la periferia di Ostia, a sua volta periferia di Roma. Le piene del fiume e le mareggiate, ma soprattutto le infrastrutture carenti e l’abbandono delle istituzioni hanno forgiato il carattere della comunità che ci abita e che insegna a ribaltare la prospettiva e a non considerarlo la fine, ma l’inizio della città – la storia bellissima della loro lotta è raccontata nel film “Punta Sacra” di Francesca Mazzoleni. Perché un posto sia casa bisogna però costruire opportunità e cultura. A questo serve il festival, caratterizzato dallo scambio tra gli ospiti, il pubblico e gli abitanti della borgata, molti dei quali giovanissimi. Il programma è online: apre “Non essere cattivo”, presentato da Luca Marinelli, Giordano Meacci e Simone Isola, a dieci anni dall’uscita. Sarà proiettato anche “Caro Diario”, con la scena in cui Moretti attraversa Roma deserta a Ferragosto e arriva anche in piazza dei Piroscafi, con le barche e i panni stesi.

 

3-20 LUGLIO. MANCHESTER INTERNATIONAL FESTIVAL / MANCHESTER, REGNO UNITO

La factory delle arti performative, con gregge

Ormai è improbabile trovare i biglietti degli Oasis, ma a luglio si può comunque andare al Manchester International Festival, biennale di arti performative e oltre prodotto da Factory+, studio creativo e di sperimentazioni artistiche e digitali. Un laboratorio di immaginazione, ma con una solida struttura di produzione: per il festival è lo studio che commissiona eventi, performance e installazioni per esplorare il futuro. Come la produzione in collaborazione con il Royal Ballet che reinterpreta nella forma del balletto contemporaneo l’amore queer raccontato da Christopher Isherwood. Invece per l’evento di apertura arriverà in città un gregge di animali di pezza a grandezza naturale che sta migrando in un viaggio dal Congo al Circolo artico per sfuggire al disastro climatico: una performance climatica e di arte pubblica.

 

18 LUGLIO – 31 AGOSTO. FESTIVAL DI SALISBURGO / SALISBURGO, AUSTRIA

La tolleranza europea si ritrova all’opera

Quando Max Reinhardt e Hugo von Hofmannsthal crearono il Festival di Salisburgo dopo la prima guerra mondiale, volevano dare all’Europa un luogo di rinascita culturale, un ristoro nell’arte, uno spazio di tolleranza, conciliazione, pace ed europeismo. Più di un secolo dopo il festival di opera, musica classica e teatro di prosa è ancora la principale destinazione estiva per i melomani. Conserva questa predisposizione conciliante, quasi galante, alla tolleranza, come sottolinea una delle organizzatrici: “La cerimonia di apertura è un invito all’ascolto. Ascoltare vuol dire essere presenti. Essere aperti all’altro, a nuove prospettive, a ciò che risuona tra le righe”. L’offerta culturale è di qualità, non è ingessata e offre una panoramica su quello che succede in quel mondo. Apre il festival, come ogni anno, l’opera in prosa “Jedermann”, per il secondo anno diretta da Robert Carsen. In scena anche “Giulio Cesare in Egitto”, “Maria Stuarda”,“Kassandra” di Michael Jarrell, due “Macbeth” (Verdi e Sciarrino), ma anche “Andrea Chénier” di Umberto Giordano. Il pianista ed ex direttore del festival Markus Hinterhäuser ha presentato il programma, e un sentimento emergeva tra tutti, come solo nella musica: la meraviglia.

 

7 LUGLIO – 5 OTTOBRE. LES RENCONTRES DE LA PHOTOGRAPHIE / ARLES, FRANCE

Il festival delle fotografie incorniciate d’estate

A  luglio inizia il pellegrinaggio nel Midi degli appassionati e appassionate per Les Rencontres di Arles, il festival di fotografia più prestigioso del mondo, che propone più di quaranta mostre diffuse negli spazi più belli della città. Dal 1970 esercita una grande influenza nel diffondere la fotografia come arte, intercettare i temi che attraversano il dibattito pubblico e restituirli attraverso l’immagine, oltre che scoprire grandi talenti. La proliferazione di mostre, percorsi, immersione negli archivi, lezioni e concerti dà accesso a una pluralità di prospettive anche in questa edizione, il cui tema è “Disobedient images”. Anche se è comprensibile una certa diffidenza di fronte al dichiaratamente impegnato, la ricchezza della diversità e dell’attenzione è tale che il risultato è un caleidoscopio di voci e sguardi: dall’esplorazione sul tema delle famiglie portato avanti da fotografe come Nan Goldin (che terrà lezioni durante la settimana di apertura) e Erica Lennard, a voci giovani come Diana Markosian, alle collettive delle nuove generazioni di fotografi e fotografe brasiliane e australiane, all’attenzione ai corpi marginalizzati come i corpi trans e quelli razzializzati. Tutte le foto incorniciate dalla cornice più bella, il sud, dove, come canta Nino Ferrer, “il tempo dura più a lungo, la vita di sicuro, più di un milione di anni, ed è sempre estate”.

 

3-6 LUGLIO. ISEOMA DANCE AND SONG CELEBRATION / TALLIN, ESTONIA

La rivoluzione che canta (da sempre) la libertà

Per ottenere la libertà e l’indipendenza dall’Unione sovietica, un milione di cittadini e cittadine dei Paesi Baltici si strinse nella catena umana più lunga della storia, da Tallin a Vilnius a Riga. Stavano compiendo la Rivoluzione cantata, il movimento non violento e civile il cui simbolo era la musica, e la cui magnifica storia è raccontata in un vecchio documentario, “The Singing Revolution”. Dal 3 al 6 luglio torna invece a Tallin il Festival della Canzone e della danza estone, che si tiene ogni cinque anni dal 1869: l’occasione perfetta per conoscere la cosa che piace di più fare agli estoni, ovvero ballare e cantare. E’ il più importante evento nazionale, e durante gli anni sovietici ha operato una resistenza sottile ma inesorabile per mantenere viva la cultura estone e preparare le persone a unirsi nella rivoluzione pacifica per la libertà. Oggi ospita più di 41 mila artisti, tra coristi, orchestre, ballerini di danze tradizionali e musicisti di musica popolare, ed è partecipato da più di cento mila persone. In questa prima edizione dall’invasione su larga scala dell’Ucraina, è pertinente una frase pronunciata sul palco durante la Rivoluzione: “La libertà sta arrivando?”. “No, non è la libertà che sta arrivando. Siamo noi che stiamo andando in quella direzione. E sappiamo che prima o poi la raggiungeremo”.

 

17 APRILE – 28 SETTEMBRE. STRIPSODY / BARCELLONA, SPAGNA

La melodia che si fa fumetto e glossario

Per Umberto Eco la cantante e compositrice Cathy Berberian, nata cent’anni fa a luglio in Massachusetts, aveva reso la sua voce un laboratorio. Artista eclettica e stravagante, oggi alla Vierreina Centre de la Imatge di Barcellona si può visitare una mostra che ripercorre la genealogia della sua “Stripsody” (1966), una delle composizioni vocali più interessanti e d’avanguardia del Novecento, che mette insieme sperimentazione e performance con il linguaggio e l’iconografia del fumetto. Sin da bambina Berberian capisce che la voce è lo strumento più illimitato per un musicista, e allora sperimenta con ogni melodia, in un repertorio che abbraccia l’opera (era mezzosoprano), il jazz, la musica popolare armena, i suoni elettronici, i Beatles. Il motivo principale di “Stripsody” è l’onomatopea, che Berberian impasta, dilata, piega e ricompone in libertà. Poi si espande fino a diventare altro. Prima un’opera a tre multimediale: un volume composto dalle incisioni di lei, il glossario e la prefazione di Eco, e 14 tavole ispirate ai suoni dell’artista Eugenio Carmi – che poi saranno usate come scenografie ai concerti. Poi nel 1967 Roberto Zamarin, illustratore e fumettista, traduce visivamente la partitura di Stripsody, creando una esilarante striscia comica musicale. Nonostante le grandi lodi di intellettuali come Adorno, Berberian ribadisce che per lei era puro divertimento. Per la Rai avrebbe dovuto registrare l’Internazionale cantata nello stile di Marylin Monroe, ma è morta d’infarto la notte prima: il suo ultimo sofisticato capolavoro camp.

 

SPERANZE PER IL FUTURO PROSSIMO. MANIFESTO LIVE FOR ALL / ITALIA

Incontrarsi tutti per davvero

Godere pienamente di un concerto, uno spettacolo o una partita è un momento prezioso e ancora un privilegio: gli eventi dal vivo non sono accessibili in modo dignitoso alle persone con disabilità, e l’accessibilità è spesso considerata un servizio aggiunto. Per questo ieri, nella Sala Caduti di Nassiriya del Senato, è stato presentato Manifesto Live For All, una proposta con richieste precise e un cambio di atteggiamento alle istituzioni e a chi fa gli eventi: prenotazioni chiare ed eque, posti accessibili, distribuiti in più settori e che garantiscano visibilità. Bisogna pensare e ristrutturare le strutture secondo i principi della progettazione universale. Insomma la prima barriera da superare è la pigrizia.