20-23 AGOSTO. LOUISIANA LITERATURE / COPENAGHEN, DANIMARCA
Consigli di lettura dal Louisiana Literature
Il canale YouTube del Louisiana Museum di Copenaghen è un archivio prezioso di conversazioni con scrittrici e scrittori, artiste e artisti, architetti e designer invitati dall’istituzione per una mostra o un evento. Il più atteso è il festival Louisiana Literature, nel magnifico giardino del museo. Il programma di quest’anno, come sempre, è di alta qualità: interviste, reading e performance con scrittori e scrittrici danesi e internazionali. Uno degli ospiti sarà Nelio Biedermann, giovanissimo scrittore svizzero di origini ungheresi autore de “I Lázár”, in corso di traduzione in trenta paesi. E’ il nuovo romanzone europeo, saga familiare di grande respiro che racconta lo splendore e il declino di una famiglia aristocratica ungherese sulle rive del Danubio, ma con la freschezza e il piglio della voce di un GenZ. In Italia uscirà l’8 settembre per Guanda. Altri ospiti: Kiran Desai, con “La solitudine di Sonia e Sunny” (Adelphi), un altro romanzo traboccante di colori, umorismo, vita, Siri Hustvedt, con il memoir sulla vita con Paul Auster (esce a settembre per Einaudi), e David Szalay, Georgi Gospodinov, Leïla Slimani, Kae Tempest, poeta e artista di grande sensibilità linguistica. E poi: Elizabeth Strout e Anne Carson, che farà una performance con molta gente sul palco a partire dal suo romanzo in versi “Autobiografia del rosso”.
27 AGOSTO-4 SETTEMBRE. ODEsSA INTERNATIONAL FILM FESTIVAL / KYIV, UCRAINA
L’Odissea di Odessa e Kyiv, per la libertà
Per il terzo anno consecutivo il festival internazionale di cinema di Odessa è stato ricollocato a Kyiv, dal momento che la città sul mar Nero è bersaglio di pesanti e diffusi attacchi russi (non che la capitale ne sia immune, anzi). Il manifesto racconta l’unione tra le due città: una luce nasce dal mare, simbolo di speranza, rinascita e un orizzonte verso cui tendere, mentre gli skyline e i simboli di Kyiv e Odessa si riflettono nelle acque del Mar Nero. Il manifesto celebra anche il trentacinquesimo anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina, la palette giallo blu richiama la bandiera, ma anche il sole e il cielo, la luce e il mare e lo slogan dell’edizione è: la libertà è nel nostro dna. A parte una retrospettiva sul cinema georgiano, la selezione ufficiale non è ancora uscita, ma comprende sempre le première dei film ucraini più attesi, e gli esordi: dal 2022 il cinema nazionale è seguitissimo dagli ucraini, soprattutto dai giovani. Lo aveva registrato anche Yuliia Antipova, direttrice del Zhovten, il cinema più antico della città, attivo nel quartiere di Podil dal 1931, che ha resistito alla Seconda guerra mondiale, a un grande incendio nel 2014 e ora all’invasione su larga scala della Russia. Dopo aver chiuso per tre mesi da febbraio a maggio 2022, ha ripreso la sua regolare attività, con le giuste accortezze. Ospiterà il festival e, se suoneranno le sirene, come succede diverse volte al giorno, la proiezione sarà interrotta, ci si ritirerà nei bunker e, cessato l’allarme, si rimetterà play al film. Una vera Odissea.
28 AGOSTO-6 SETTEMBRE. FESTIVAL OUDE MUZIEK UTRECHT / UTRECHT, PAESI BASSI
Il Festival sperimentale di musica barocca
La violinista Sophie de Bardonnèche nel suo album “Destinées” ha selezionato ed eseguito, assieme a Justin Taylor e Lucile Boulange, brani di compositrici barocche dimenticate, poiché estromesse dal canone. Li porteranno in concerto al Festival Oude Muziek, il festival di musica barocca, rinascimentale e medievale di Utrecht. Il titolo dell’edizione, “Giving voices”, si ispira al brano del compositore barocco Marin Marais “Les voix humaines”, composto per viola da gamba, in cui la voce umana echeggia nelle corde dello strumento. Di natura simile, l’Ensemble Odyssee giocherà con travestimenti e tranelli sonori: in concerto si sente una percussione, o un flauto, ma sul palco ci sono solo strumenti a corde – gli effetti speciali della musica barocca, non polverosa, ma viva. Ci sarà anche musica barocca contemporanea, grazie a una nuova generazione di musicisti che sta rompendo il tabù legato al divieto di comporre nuova musica per non paragonarsi ai venerati maestri. In programma anche improvvisazione, la musica secentesca della Boemia e della Moravia, e i villanciscos de remedio, canti devozionali coloniali nati in America latina, che Música Temprana restituirà insieme al contesto storico. Ecco il festival sperimentale dell’estate.
27-30 AGOSTO. SOUND FESTIVAL / VARMLAND, SVEZIA
Curarsi con il suono, la musica e il silenzio
Nell’induismo e nel buddismo, “Om” è la vibrazione primordiale da cui tutto ha origine. Il primo verso dell’universo, il suono della creazione, il mantra sacro. Se tutto è vibrazione, allora anche noi siamo suono, musica, risonanza. Da questo principio nasce il Sound Festival di Ängsbacka, comunità immersa nei boschi del Värmland, in Svezia, dove il suono, la musica e il silenzio diventano strumenti di cura, connessione e trasformazione. Non serve essere musicisti o avere esperienza: basta la propria voce, la propria creatività e la propria presenza, per esplorare la musicalità come canale per entrare in contatto con sé stessi e con gli altri, espandere il sistema nervoso, ammorbidire il cuore e nutrire lo spirito. Il programma è articolato in bagni di suono (per rilassarsi), cerchi di canto (per liberare la propria voce), jam session (a cui partecipare suonando o ascoltando), corsi di percussioni, yoga, incontri nella natura o intorno al fuoco, incontri di musicoterapia. Particolarmente interessanti saranno gli incontri con il polistrumentista e ricercatore spirituale sufi iraniano Mahzoon, che guiderà esperienze di danza circolare dei dervisci persiani, e i laboratori di costruzione di semplici strumenti musicali. Gli artigiani guideranno in ogni fase del processo, dal progetto al momento in cui lo strumento prende vita e viene suonato per la prima volta.
28 AGOSTO-6 SETTEMBRE. HELSINKI DESIGN WEEK / HELSINKI, FINLANDIA
Casa ufo o salsiera, il futuro nel design nordico
La Futuro House è uno chalet ellittico che ricorda un Ufo (o una salsiera, per gli americani), in plastica assemblabile, progettato dal finlandese Matti Suuronen a fine anni Sessanta. Ce n’erano diverse decine nel mondo, figlie dell’ottimismo e della sperimentazione dell’epoca e del gusto per l’architettura spaziale, poi passato di moda. Ora un nuovo esemplare, la Futuro No. 21, sarà riassemblato dall’architetto Jan van Dijs al giardino Kaisaniemi di Helsinki, in collaborazione con Marimekko, per la Helsinki Design Week. L’edizione 2026 esplora come i piccoli cambiamenti possano innescare qualcosa di più grande, e come il settore creativo si nutra di connessioni e incontri informali. Bella anche la retrospettiva su Artek: “The Making of Modern Living”, che ricrea l’atmosfera del primo negozio del brand, aperto a Helsinki nel 1936, non solo un luogo dove acquistare mobili, ma anche uno spazio culturale.
22 LUGLIO-23 AGOSTO. BREGENZER FESTSPIELE / BREGENZ, AUSTRIA
La Traviata galleggiante e la realtà aumentata
La Traviata” di Michieletto al Bregenzer Festspiele, a Bregenz, in Austria, ambientata negli anni Venti del Novecento, è sold out in ogni data fino al 23 agosto. La critica ha apprezzato l’orchestra e il cast, soprattutto la soprano Marjukka Tepponen, che interpreta Violetta. Ma una parte di successo la si deve alla location, lo scenografico palco galleggiante sul lago di Costanza del festival, allestito dallo scenografo Paolo Fantin con uno specchio di 28 metri. Il festival, ottant’anni quest’anno, accanto alla “Traviata”, una delle opere più romantiche e commoventi di sempre, porta in scena anche un’opera satirica tranchant e umoristica, “The Excursions of Mr Broucek”, del compositore ceco Leoš Janácek, che ha debuttato nel 1920. Debutterà anche “YUM!” della compositrice e media artist Wen Liu, che funziona così: il pubblico partecipa a una cena decadente dove la realtà aumentata trasforma della gelatina in piatti appetitosi. Ma presto si rivela che si tratta di un simulacro digitale, e l’opera denuncia l’ossessione al consumo e le diseguaglianze. Poi arrivano il disastro climatico, la crisi alimentare e il collasso del sistema sociale, insomma tutto il pacchetto. Per gusti più classici, c’è anche una produzione dell’“Elisir d’Amore” di Donizetti.
26-30 AGOSTO. SPONZ FEST / CALITRI, ITALIA
Storie e musiche nel bosco di Capossela
Il bosco non è solo un luogo fisico ma “archetipo di incanto, magia, paura, sacralità; spesso simboleggia l’inconscio, il nascondimento, ma è anche luogo dello smarrimento”, secondo Vinicio Capossela, che gli dedica la nuova edizione dello Sponz Fest, quest’anno lo Sponz Im-Bosck. Dice ancora questo cantautore rebetiko, variopinto musicante e astronauta del folklore, sull’imboscarsi: “Cercare rifugio nella parte non in luce, nella parte sottratta alle regole e al giudizio morale, come se la protezione offerta dalla natura potesse sospendere l’operato della legge e delle convenzioni sociali. E’ il luogo degli amori clandestini, dell’eremitaggio, del brigantaggio, dell’imboscata, ed è anche il luogo della sacralità della natura”. Il festival è sempre a Calitri, nella sua Irpinia, un’area interna trasformata in laboratorio culturale aperto e brulicante. Si inaugura con il Gran Concerto della banda cittadina e la cena di comunità in piazza. Cuore del programma è il dialogo con il radiogramma “Milk Wood” del poeta Dylan Thomas, a cui Capossela si è ispirato per l’opera di voci “Sotto il Bosco di Latte” (da un’idea di Renato Striglia), uscita su Radio Rai. Il testo è stato a sua volta riadattato nello spettacolo “Sotto il Pascone”, in dialetto calitrano. Un intreccio di voci, di rimandi, dove ogni sentiero è intricato, si ramifica, e insomma, ci si imbosca nella storia.
26-27 AGOSTO. FORWARD FESTIVAL / BERLINO, GERMANIA
Se serve e non esiste, non è un vicolo cieco, è il brief
I creativi, i creatives di cui il nostro tempo è saturo, sono comunque encomiabili per il loro spirito progressista, che guarda avanti, poiché traggono piacere e divertimento dal trovare soluzioni (anche se spesso le energie sono indirizzate verso questioni di poco conto). Il Forward Festival riunisce i più talentuosi al mondo in diverse città d’Europa, e a fine agosto arriva a Berlino. Qui l’industria creativa, designer, architetti, pensatori, artisti, esperti di marketing e tecnologia, e imprenditori, si incontra per immaginare il futuro della creatività, uno degli strumenti più potenti che abbiamo per vivere meglio. Il tema è “Turn ideas into action”, il metodo, il processo e la volontà per mettere in pratica un’idea. Tra gli ospiti ci sarà Annie Atkins, designer dei prop di carta (mappe, lettere, documenti segretissimi) di Wes Anderson e Spielberg, il duo Anton & Irene, ideatori di campagne per Ikea, Spotify, il Met, lo studio di font Dynamo Typeface, e Stefan Sagmeister, che farà un talk su come dare profondità e significato al lavoro creativo e sull’importanza del fallimento, altro tema caro all’industria. E’ l’ottimismo dei creativi, condensato nella lezione di Julia Hoffman di OpenAI alla scorsa edizione del festival, a Francoforte: “Se la cosa che ti serve non esiste, non è un vicolo cieco, è il brief”.
19-22 AGOSTO. FESTIVAL D’AURILLAC / AURILLAC, FRANCIA
La strada è nostra, e ci facciamo arte
La leggenda vuole che tutti i saltimbanchi, i circensi, gli alternativi, gli artisti di strada, i nomadi in van di Francia si ritrovino ogni agosto a Aurillac, nel dipartimento del Cantal, sud-ouest. Per il tic che abbiamo di assegnare il titolo di capitale europea a qualunque eccellenza, questa cittadina dell’Alvernia può a buon diritto essere definita la capitale europea del teatro di strada. Dal 1986 infatti ospita il Festival International de Théâtre de Rue d’Aurillac, organizzato dall’associazione ÉCLAT, una manifestazione che ha contribuito a trasformare il teatro nello spazio pubblico da pratica marginale a disciplina artistica riconosciuta. In quarant’anni il festival ha sostenuto la nascita di nuove compagnie, favorito la sperimentazione di linguaggi performativi innovativi e costruito una rete internazionale di artisti, programmatori e operatori culturali. In strada, d’altronde, ci si incontra, si dialoga, si sperimenta e si intrecciano relazioni. Per questo il festival, deliberatamente creato in un territorio rurale e decentrato, è diventato un modello di riferimento in Europa. Questa edizione dedica un importante approfondimento alle produzioni artistiche del Mediterraneo (nell’ambito del progetto ministeriale Saison Méditerranée 2026), valorizzando artisti provenienti dal Nord Africa e dal mondo arabo. La programmazione ufficiale prevede 19 spettacoli a cui si affiancano oltre 650 “compagnies de passage”, con spettacoli gratuiti. Come ha scritto il direttore Frédéric Remy, riecheggiando “La Haine”: “La rue c’est à nous”.
10-11 AGOSTO. XENOS / CRETA, GRECIA
La legge sacra(e tradita) di Zeus: l’ospitalità
Con Nolan abbiamo rinfrescato la legge di Zeus sull’ospitalità, che prescrive di trattare bene gli ospiti e accoglierli nella propria casa, dargli rifugio e nutrirli, perché tutti, persino un mendicante, potrebbero essere un dio sotto mentite spoglie. All’anfiteatro di Gortys, a Creta, si terrà lo spettacolo “Xenos”, che indaga lo iato tra la sacralità dell’ospitalità e l’esperienza dei migranti che arrivano oggi in Grecia dall’Asia, come il paese, il governo, i cittadini, li accoglie e se ne occupa (vale a dire come la Grecia oggi trasgredisce alla legge di Zeus). La performance unisce testi antichi, documenti audio, testi letterari e musica con le testimonianze dei rifugiati.