Mi trovavo fuori dal mio supermercato Waitrose a Holborn, nel centro di Londra, a non più di 75 centimetri dalle doppie porte di vetro illuminate, quasi esattamente quattro anni fa, mentre parlavo al telefono con il mio nuovissimo iPhone, che tenevo nella mano sinistra. All’improvviso, in un lampo, la mia mano è rimasta vuota, e ho notato un giovane magro con il cappuccio che pedalava veloce, mentre spariva in un vicoletto medievale strettissimo appena oltre il supermercato, brandendo il mio prezioso telefono nella mano destra, mentre guidava la bici con la sinistra.
Sbalordito, a bocca aperta, il mio cervello si è impegnato per cercare di elaborare esattamente quello che avevo appena vissuto. Nel giro di pochi secondi, un giovane fattorino, con la bici appoggiata alle vetrine del negozio, mi si è avvicinato: “Ehi, ho visto quello che è successo, che sfiga, amico, capita… vuoi usare il mio telefono per chiamare la polizia?”.
Incredibilmente, nel giro di otto o nove minuti, tre giovani agenti, due ragazzi e una donna, sono arrivati a piedi, carichi di tutta l’attrezzatura elettronica che i Bobby britannici in pattuglia portano addosso, in risposta alla mia chiamata al 999 (il 112 in Italia): cordiali ma professionali, mi hanno spiegato che il fenomeno allora abbastanza nuovo dello scippo di telefoni (questo accadeva quattro anni fa, all’inizio di dicembre) stava cominciando a esplodere in tutta Londra, nonostante l’app “Trova il mio iPhone”, ma favorito in gran parte dal fatto che la Polizia britannica non può ottenere facilmente un mandato di perquisizione di una proprietà dalle autorità giudiziarie, a causa della natura “garantista” del sistema legale britannico.
Quattro anni dopo, Londra – e più in generale la Gran Bretagna – è diventata la capitale europea del furto di smartphone, Rolex e automobili di lusso. Secondo la Met – la Polizia metropolitana, che serve l’area della Grande Londra, che conta quasi dieci milioni di abitanti registrati, e fino a 1,5 milioni di clandestini non registrati – ci sono ora circa 80 mila scippi di telefoni cellulari all’interno della M25, l’autostrada circolare che corre lungo i limiti esterni della metropoli.
Secondo i dati della Met, l’incidenza degli scippi di telefoni è triplicata negli ultimi quattro anni – da quando ero stato una vittima precoce di questa tendenza allarmante. La Met ora pubblica un decalogo di “cose da fare e da non fare” per i proprietari di smartphone. La stessa cosa vale per chi indossa orologi di marca di lusso, specialmente Rolex: la Met consiglia di indossarli sotto il polsino della camicia e di non consultarli in un luogo pubblico; ancora meglio, consigliano, lasciatelo a casa. Chiuso in una cassaforte (una custodia a chiave). Finora nel 2025, una media di quattro Rolex al giorno vengono strappati dai polsi dei loro orgogliosi (e forse incauti) proprietari a Londra: un totale di 11 mila orologi di lusso del valore di almeno 3.500 euro sono stati rubati nel Regno Unito nel 2022, inclusi quelli rubati nei negozi di lusso così come dai polsi dei proprietari. E la tendenza generale, soprattutto a Londra, è in aumento ogni anno per il furto di orologi di lusso; a differenza dei telefoni cellulari, non richiedono ricarica e non hanno un codice di sicurezza Imei che può bloccarli a distanza.
Forse ancora più grave è la crisi delle automobili di lusso rubate nel Regno Unito, che secondo l’Office for National Statistics (Ons), ammonta attualmente a 130 mila veicoli l’anno a livello nazionale, con almeno 30 mila rubati nell’area di Londra. Questo numero sta aumentando esponenzialmente, almeno del 75 per cento nell’ultimo decennio.
E non si tratta solo delle solite auto, ti Range Rover, Land Rover, BMW Serie 3, Mercedes Classe C, Bentley e Porsche, ma anche di costose attrezzature agricole dalle campagne. E’ un vero problema per gli agricoltori britannici, dato che non hanno mai dovuto affrontare prima la necessità di un livello elevato di sicurezza per proteggere i loro veicoli.
Quindi perché questo enorme aumento nel furto di auto e attrezzature agricole? Gli analisti britannici ritengono che sia dovuto a diversi fattori combinati: in primo luogo, la facilità di esportare i veicoli rubati, sia completi sia smontati in pezzi di ricambio, dai numerosi porti container lungo la costa del Regno Unito, così come il livello estremamente basso di controlli di sicurezza efficaci in quei porti, che sono in gran parte digitalizzati.
In secondo luogo, la relativa facilità di “entrare” nelle auto di alto valore, quasi tutte aperte e chiuse utilizzando una “chiave” digitale, il cui codice può essere facilmente violato dai ladri esperti di tecnologia. Per combattere questa tendenza crescente di hackeraggio dei dispositivi “Apriti Sesamo”, la Met ora consiglia ai proprietari di auto di alto valore di tenere i loro telecomandi lontano da porte e finestre (attraverso le quali i ladri possono puntare i loro dispositivi di decodifica) e persino di acquistare una “Faraday Pouch” (custodia), una piccola borsa sigillabile progettata per rifrarre qualsiasi raggio di scansione da agenti ostili.
Per ovvie ragioni, quasi tutte le auto costose e i veicoli agricoli rubati finiscono per essere spediti all’estero, principalmente in paesi dell’Africa, in Cina, Vietnam e persino negli Emirati Arabi Uniti. Circa il 25 per cento di queste auto finisice per essere scaricato nella Repubblica democratica del Congo (dove le superfici stradali interurbane sono pessime) per lo più per essere rivendute ad acquirenti in altri paesi africani.
Secondo il venerabile gruppo di ricerca militare e geostrategica Royal United Services Institute (Rusi), i ladri di veicoli locali e stranieri che operano nel Regno Unito non corrono quasi nessun rischio di essere arrestati: secondo le statistiche, i furti di veicoli che la polizia britannica riesce a risolvere sono inferiori al 5 per cento. Non sorprendentemente, il numero di auto rubate nel Regno Unito è quasi raddoppiato negli ultimi dodici anni fino al 4,5 per cento – portando a un aumento vertiginoso del 45 per cento dei premi assicurativi, mentre nell’Unione europea il corrispondente aumento dei costi assicurativi è solo in linea con l’inflazione.
In un recente articolo ben documentato, provocatoriamente intitolato “Grand Theft Global” (che evoca la popolarissima serie di videogiochi “Grand Theft Auto”), l’Economist si immerge nel torbido impero del crimine internazionale, che identifica chiaramente Londra come sua capitale globale, e considera come mai la Gran Bretagna – e più specificamente Londra – sia ora la fonte di circa il 40 per cento dei telefoni cellulari rubati per tutta l’Europa, con una statistica simile per quanto riguarda gli orologi da polso costosi e le automobili.
Mentre la recente legislazione che prende di mira i molto ricchi, emanata dal governo laburista di sir Keir Starmer negli ultimi diciotto mesi, ha prevedibilmente portato a una “fuga di cervelli miliardari” da Londra verso Ginevra, gli Emirati Arabi Uniti e alcune isole dei Caraibi, provocando un preoccupante declino nel numero di negozi, ristoranti e bar che si rivolgono agli ultraricchi, sembra che ci siano ancora abbastanza Rolex, Bentley e iPhone nella metropoli più cosmopolita d’Europa per soddisfare le mani avide delle reti di furto ben organizzate – per la maggior parte gli operatori più talentuosi di questa rete di ladri non sono sono britannici nativi – garantendo così che, almeno in questo spercifico campo, il Regno Unito guidi il resto dell’Europa.