Anna Zeiter si è convinta che fosse più che mai necessario un social network completamente europeo dopo il discorso di J. D. Vance alla conferenza di Monaco, quando il vicepresidente americano se la prese con un’Europa “arretrata”, in cui “la libertà di parola è in ritirata”. “E’ stato un campanello di allarme per l’Europa, in quel preciso momento ho pensato che fosse necessario agire”, dice al Foglio Europeo la ceo di W Social. Zeiter ha avuto la sensazione che l’Europa dovesse “darsi una svegliata, perché siamo troppo dipendenti dai social media americani e cinesi, che usano i nostri dati per addestrare i loro modelli di intelligenza artificiale. E in cambio cosa otteniamo? Disinformazione, manipolazione, propaganda”. L’esperta di tecnologia si riferisce soprattutto ai bot di intelligenza artificiale, presenti su alcune piattaforme “fino al 50-60 per cento” e che rappresentano una minaccia per la nostra democrazia. “Le fabbriche di bot AI, provenienti dalla Russia o dalla Cina, sono spinte dall’interesse di dividere l’Europa e manipolare le elezioni. Ecco perché abbiamo pensato che bisognasse fare qualcosa”. A maggior ragione ora che le generazioni più giovani usano i social media anche come fonte di informazione, non comprano più i giornali, si informano sugli sviluppi politici tramite i social, dice Zeiter, è necessaria una piattaforma europea dove gli europei possano comunicare tra loro.
Così da una start up svedese formata da un team di dieci persone provenienti da Svezia, Germania, Ucraina, Regno Unito è nato il progetto di W Social, con un logo che raffigura una doppia vu, una che sta per “valori” e l’altra per “verificato”, spiega la ceo, la seconda assomiglia a un segno di spunta ed è verde perché rimanda “al badge che si ottiene quando si viene verificati sulla piattaforma come essere umani”. Poi sorride: “E’ una coincidenza che sia la lettera dell’alfabeto prima della X”, la lettera scelta da Elon Musk per rinominare Twitter dopo averlo acquistato. E’ Musk ad aver spinto il team ad accelerare i lavori sul progetto: Zeiter racconta che l’idea era di lavorare al social con calma, durante il 2026. Poi quando l’imprenditore ha parlato sulla sua piattaforma di abolizione dell’Ue hanno pensato: dobbiamo muoverci. Zeiter è andata al Forum di Davos a gennaio per annunciare che sarebbe arrivata in soccorso un’alternativa social europea.
Il team ha presentato l’anteprima della piattaforma il 9 maggio, in occasione della giornata dell’Ue. Il prossimo 17 giugno, a Bruxelles, sarà lanciata la versione beta dell’app, a cui abbiamo avuto accesso in anteprima. L’interfaccia si presenta quasi identica a quella del social americano: ricerca, notifiche, messaggi, hashtag. La differenza principale sta nella “verifica di essere un essere umano”, necessaria per condividere contenuti e inviare messaggi. “Puoi iscriverti come utente e leggere tutto senza obblighi, ma non appena vuoi condividere contenuti, devi dimostrare di essere umano e di avere più di diciotto anni”, dice Zeiter. Per dimostrare di essere umano, è necessario scaricare una seconda app su cui caricare la foto di un proprio documento d’indentità e un selfie. Questo passaggio intermedio assicura la privacy e l’anonimato degli utenti: “Non abbiamo nessun interesse a tenere i dati degli iscritti, per questo abbiamo una seconda azienda che li raccoglie e cancella immediatamente. Ci invia solo una stringa di numeri criptati che ci dice che un utente si è appena iscritto ed è un essere umano”. Anche le tecniche di verifica sono ormai superate nella sofisticata epoca dell’intelligenza artificiale e secondo Zeiter, che comprende lo scetticismo nell’inviare il proprio documento a un’azienda privata, “questo è l’unico modo per assicurarsi che un utente social non sia un bot, e che possa avere un solo account”. Alle critiche sul diritto di anonimato, Zeiter risponde che l’unico interesse per avere accesso alla piattaforma è la verifica del documento: “Preferiamo che gli utenti dicano il loro nome, cosa che renderebbe i contenuti più personali e affidabili. Molte persone da paesi con regimi dittatoriali non possono però condividere il loro nome per motivi di sicurezza”. All’accusa di essere una piattaforma woke, avanzata da Musk e dalla leader di estrema destra tedesca Alice Weidel, Zeiter mette in fila tutte le fake news messe in circolazione dai bot AI – molti russi – su X dopo Davos. “E’ stato scritto che ho ricevuto 500 milioni di euro dalla Commissione europea per costruire questo progetto, che sto sprecando i soldi dei contribuenti, che W Social è stato fondato da Emmanuel Macron e Ursula von der Leyen. Tutte fake news riportate anche su alcune testate internazionali”.
W Social è un progetto completamente privato e finanziato da angel investor svedesi, che finora non ha ricevuto alcun finanziamento europeo: l’idea è quella di candidarsi a bandi europei nel futuro, la scadenza era a settembre e “l’abbiamo mancata perché abbiamo iniziato solo a dicembre dell’anno scorso”, dice Zeiter. Questo non significa che l’app, registrata in Svezia, non sarà europea in ogni sua caratteristica. “Ci conformeremo alle leggi europee. Io sono tedesca, il team è distribuito in tutta Europa, siamo made in Europe, e vogliamo rispettare per il funzionamento del social tutte le normative europee. Non c’è alcun dubbio su questo. Abbiamo il commissario tedesco per la Protezione dei dati nel nostro consiglio consultivo e siamo in costante dialogo con la Commissione: ho una chiamata con loro tra 28 minuti”. Il lancio dell’app completamente funzionale è programmato per la fine del 2026, “vogliamo che per quel momento sia perfetta”, dice Miran Aslan del team social, “ora l’obiettivo è portare politici e figure pubbliche nella versione beta, così da permettere loro di iniziare a usarla e avere già utenti presenti sulla piattaforma da seguire e con cui interagire al momento del lancio ufficiale”. La ceo assicura che inizierà sin da subito la moderazione di contenuti, verranno seguite le linee guida su cosa è consentito e cosa no, per esempio la pornografia e l’hate speech. “Rimuoveremo i contenuti che le violano, l’account riceve un avvertimento e se continua viene sospeso”. Ci sarà libertà di parola, ma con alcune linee rosse. “Tutti possono unirsi a W Social – dice Zeiter – socialdemocratici, progressisti, conservatori, e fintanto che rispettano le linee guida della piattaforma, sono i benvenuti. Devono soltanto sottoporsi alla verifica di essere umani”.