Un agosto di crisi a sorpresa
L’Unione europea ad agosto è in vacanza, ufficialmente chiusa per ferie. Commissione, Parlamento europeo e Consiglio dell’Ue hanno interrotto le loro attività tra la metà e la fine di luglio. La “rentrée” è calendarizzata per lunedì 31 agosto con una riunione informale dei ministri della Difesa in Danimarca. Quella di Ursula von der Leyen e della sua squadra è prevista per venerdì 4 settembre, con il tradizionale seminario della Commissione, che anticipa il discorso sullo Stato dell’Unione della presidente a metà settembre. Ma, come ogni estate, agosto riserva sorprese e crisi. Quella scoppiata a Ceuta alla fine di luglio, con l’arrivo improvviso di oltre 50 mila marocchini nell’exclave della Spagna in Africa, ne è solo un esempio. Gli ambasciatori sono stati richiamati a Bruxelles per una riunione d’urgenza. I ministri dell’Interno si preparano a riunirsi in videoconferenza.
*****
I controlli e Schengen
Il tema è divisivo: undici anni dopo la crisi dei rifugiati siriani – anche quella scoppiata in piena estate – le migrazioni mettono in evidenza la frattura interna all’Ue. La crisi di Ceuta non è mai stata una crisi migratoria. Il governo di Pedro Sánchez è stato in grado di rimpatriare rapidamente gli aspiranti migranti di Ceuta. Ma, anziché mostrare solidarietà e sostegno alla Spagna, Ursula von der Leyen e diversi leader hanno usato Ceuta come pretesto per criticare Sánchez. L’Italia ha reintrodotto i controlli alle frontiere di Schengen. Ventidue capi di governo – guidati dall’italiana Giorgia Meloni e dalla danese Mette Frederiksen – hanno scritto una lettera alle istituzioni dell’Ue usando Ceuta come pretesto per denunciare la regolarizzazione in Spagna di un milione di migranti.
*****
Vari tipi di imprevedibilità
Agosto può riservare altre sorprese. La Russia e Donald Trump rimangono i principali candidati a provocare una crisi che rischia di rovinare le vacanze all’Ue. Diversi servizi di intelligence occidentali hanno lanciato l’allarme su un possibile attacco cinetico della Russia, anche se limitato, contro i Paesi baltici e la Polonia. Sarebbe un modo per testare la determinazione della Nato a difendere tutti gli alleati. Alla fine di luglio un missile russo ha violato lo spazio aereo polacco, cadendo a 90 chilometri dal confine. L’Ucraina – a corto di intercettori per le sue difese aeree – rimane un punto di preoccupazione costante, ma ora anche di divisioni. L’ultimo pacchetto di sanzioni – il ventunesimo – è stato adottato solo dopo che un gruppo di stati membri – Grecia, Italia, Francia, Portogallo, Germania – ha annacquato le misure per preservare i loro interessi economici nazionali. Quanto a Trump, la guerra in Iran potrebbe destabilizzare nuovamente i mercati petroliferi e magari estendersi ai mercati finanziari. Trump è imprevedibile per natura. Una nuova bordata di dazi non si può escludere. Il presidente americano ha minacciato una ritorsione commerciale dopo che la Commissione ha inflitto a Google una multa da quasi un miliardo di euro.
*****
Un “Gymnich” decisivo per Kallas
Nel giargone dell’Ue “Gymnich” designa l’incontro informale dei ministri degli Affari esteri che si tiene ogni sei mesi. Prende il nome dal Castello di Gymnich in Germania, dove si tenne il primo vertice tra i capi delle diplomazie dell’allora Comunità economica europea nel 1974. Il primo settembre i ministri degli Esteri si ritroveranno in Danimarca. Alla riunione parteciperanno anche i ministri della Difesa, che si incontreranno tra loro il giorno prima. Ucraina e medio oriente saranno i due principali temi in agenda. Ma Kaja Kallas ha anche programmato una discussione che potrebbe determinare le sorti dell’Alto rappresentante per la politica estera e del Servizio europeo di azione esterna che dirige. Dalla sua entrata in carica il primo dicembre 2024, Ursula von der Leyen ha condotto una campagna sottobanco per appropriarsi dei poteri dell’Alto rappresentante. Trasferimento di competenze, fughe di notizie, umiliazioni, boicottaggi: la presidente della Commissione usa ogni mezzo per minare Kallas.
*****
Un conflitto
nel cuore decisionale dell’Ue
Il dibattito sul futuro del Servizio europeo di azione esterna è in corso da alcuni mesi. La Francia vuole preservare i poteri di Kallas, perfino rafforzarli affidando all’Alto rappresentante il potere di sovraintendere i commissari che si occupano di politica esterna. Per von der Leyen è inaccettabile. La presidente della Commissione vuole controllare gli strumenti della diplomazia dell’Ue e la diplomazia stessa. Ha già esteso il suo campo di azione al medio oriente al Nord Africa e al Golfo, creando un’apposita direzione generale dentro la Commissione.
*****
Una ristrutturazione
Dopo un anno difficile, Kallas sta cercando di difendersi ristrutturando i vertici del Servizio europeo di azione esterna. Il primo settembre entrerà in funzione un nuovo trio. L’ex ministra della Difesa dei Paesi Bassi, Kajsa Ollongren, è stata nominata come nuovo segretario generale del Servizio europeo di azione esterna. Ollongren ha lavorato nei governi di Mark Rutte, sia come vice primo ministro sia come ministro dell’Interno, dopo una lunga carriera al vertice dell’amministrazione dei Paesi Bassi. Kallas ha anche annunciato la nomina di due vicesegretari generali. Oltre all’estone Matti Maasikas, che sarà responsabile delle Questioni geoeconomiche e interistituzionali, il francese David Cvach, attuale ambasciatore della Francia alla Nato, sarà vicesegretario generale per la Sicurezza e la Difesa.
*****
Le scelte di Kaja Kallas
Le scelte di Kallas per i vertici del Servizio europeo di azione esterna mostrano la volontà di rispondere alla sfida di von der Leyen. Ollongren ha un forte peso politico, ha frequentato le riunioni dei ministri della Difesa e dell’Alleanza, ed è vicina al segretario generale della Nato, Mark Rutte. Sarà lei a gestire i rapporti con gli stati membri, oltre che con le altre istituzioni. Cvach è l’ambasciatore francese alla Nato, ma è anche un profondo conoscitore dell’Ue, di cui si è occupato come direttore generale per l’Unione europea del Quai d’Orsay. Ollongren, Maasikas e Cvach saranno incaricati anche di scrivere un documento sulla riforma del Servizio europeo di azione esterna dopo la discussione tra i ministri degli Esteri al Gymnich.