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Il romanzo europeo, la musica, l’arte e la sapienza dell’incertezza

realizzazione grafica a cura di Giulia Maoloni

16-17 MAGGIO. EUROPEAN WRITERS’ FESTIVAL / LONDRA, REGNO UNITO

Il romanzo europeo si fa bussola del presente
Sulla New York Review of Books del 19 luglio 1984, Milan Kundera, nel saggio “The Novel and Europe”, scriveva che il romanzo europeo nasce con la modernità (dal Don Chisciotte) come forma di conoscenza dell’esistenza umana, capace di esplorare ambiguità e complessità che scienza e filosofia hanno trascurato. Avverte che il romanzo è minacciato da ideologie, totalitarismi e cultura di massa, che tendono a semplificare la realtà e a soffocare la sua “sapienza dell’incertezza”. Ecco uno spoiler del paragrafo conclusivo di questo saggio così preciso e luminoso: “Se l’idea di progresso suscita in me sospetto, a quali valori mi sento legato? Dio? La patria? Il popolo? L’individuo? La mia risposta è tanto sincera quanto ridicola: non sono legato a nulla se non al romanzo europeo, quell’eredità non riconosciuta che arriva fino a noi da Cervantes”. Alla British Library lo European Writers’ Festival è un’occasione per sondare lo stato di salute del romanzo europeo contemporaneo, che da quando scriveva Kundera si è ibridato con altre forme di finzione narrativa e mescolato con altri generi letterari. Autrici e autori dalla Spagna all’Ucraina, dalle Isole Faroe alla Turchia, si incontreranno per parlare di amore, guerra, di umorismo, mito, memoir, della capacità della letteratura e della traduzione di farsi bussole per attraversare il presente e l’Europa.

21-24 MAGGIO. TBILISI ART FAIR / TBILISI, GEORGIA

Una vetrina per l’arte dell’Europa allargata
All’inaugurazione della Tbilisi Art Fair del maggio 2024, un coro polifonico ave- va eseguito un canto tradizionale georgiano che, poco alla volta, si trasformava nell’Inno alla gioia, l’inno dell’Ue. Un messaggio in li- nea con la posizione di Salomé Zourabach- vili, allora presidente, che aveva espresso dissenso contro la legge sugli agenti stranie- ri, appena approvata dal Parlamento – una normativa che soffoca ogni associazione finanziata dall’estero e porta avanti una re- pressione brutale contro la libertà di stam- pa e i manifestanti. Due anni dopo, il pro- cesso di adesione all’Unione si è interrotto, ma i georgiani continuano a scendere in piazza con determinazione e Tbilisi si riem- pie di gallerie ed è attraversata da un senso diffuso di urgenza di vita. In questo conte- sto torna la nuova edizione della Tbilisi Art Fair, la fiera di arte contemporanea che vuole essere una piattaforma internaziona- le per i paesi dell’Europa allargata (auspi- cabilmente Ue) come la Georgia, l’Armenia, l’Azerbaigian, l’Ucraina ma anche i paesi dell’Asia centrale. Una fiera che esiste soprattutto per lanciare artisti emergenti sulla scena globale. La sezione Hive, nome ispirato agli studi parigini a buon mercato di inizio Novecento, che ospitavano artisti come Chagall, Léger, Modigliani, Delaunay, darà spazio a quaranta artisti emergenti in- ternazionali non rappresentati da una gal- leria, selezionati tramite call pubblica. E’ disponibile l’elenco degli artisti emergenti e il prezzo delle opere in vendita.

15 APRILE-20 LUGLIO. MICHELANGELO RODIN: LIVING BODIES / PARIGI, FRANCIA

L’umanità nelle statue di Michelangelo e Rodin
In un momento in cui il corpo è sempre più concepito come macchina prestante e la macchina, quindi l’AI, come possibile estensione o sostituzione dell’umano, l’arte ricorda che la condizione umana è irriproducibile e insostituibile. Sulla vitalità del corpo, il Louvre mette in dialogo Michelangelo e Auguste Rodin, due maestri della scultura occidentale separati da tre secoli ma uniti da una sensibilità comune, una tensione vibrante. Nell’opera di entrambi, il corpo diventa quasi una membrana che tiene insieme qualcosa di energico, pulsante, dotato di inestinguibile vita: l’anima. Curata da Chloé Ariot e Marc Bormand, la traccia principale della mostra, che si articola in cinque sezioni in cui a marmo, bronzo e terracotta viene associata una ricca produzione pittorica, è seguire e indagare l’intenzione comune a entrambi gli artisti, ovvero dare una forma esteriore all’energia interiore. Diceva Rodin: “In arte una cosa è bella quando possiede carattere. Carattere – questa è l’intensa verità di qualsiasi spettacolo naturale, bello o brutto che sia. Poiché è l’essenza interiore espressa dall’apparenza esteriore. E’ l’anima, il sentimento, l’idea che risplende fuori attraverso la posa o l’azione di un corpo umano”.

29 MAGGIO-12 OTTOBRE. JASPER JOHNS: NIGHT DRIVER / BILBAO, SPAGNA

Ciò che è familiare può aprirsi in un mondo strano
Gli Stati Uniti sembrano sempre più imprevedibili e difficili da comprendere e riconoscere, tanto che assume un tono diverso, quasi premonitore, una frase di Jasper Johns: “Tutto ciò che è familiare può aprirsi e diventare un mondo strano”. L’artista americano, già prima di Warhol, aveva lavorato sull’iconicità e semplicità di immagini condivise nell’immaginario collettivo come la bandiera americana, diventata “Flag”, e che già alla sua primissima mostra personale alla galleria di Leo Castelli a New York aveva ricevuto offerte dal MoMa (Castelli lo aveva scoperto per caso: era andato a trovare Rauschenberg nel suo studio di Manhattan, ed era entrato per sbaglio in quello di Johns, al piano inferiore). Oggi che Johns ha 96 anni ed è l’unico superstite di quella generazione, il Guggenheim di Bilbao inaugura una retrospettiva a lui dedicata su scala americana, ovvero enorme: “Jasper Johns: Night Driver”, che riunisce un centinaio di opere tra collezioni pubbliche e private, per ripercorrere uno degli archi artistici più singolari del Novecento. Partendo dai dipinti più celebri degli anni ’50, le serie delle bandiere, numeri e mappe, la mostra, curata da Enrique Juncosa, segue un percorso cronologico e abbraccia settant’anni di lavoro di un artista che ha contribuito a far fare all’espressionismo astratto il salto verso la pop art e l’arte concettuale.

7-10 MAGGIO. THESSALONIKI INTERNATIONAL BOOK FAIR / SALONICCO, GRECIA

Il Libro in Fiera tra Europa, Balcani e medio oriente
La Fiera del Libro di Salonicco condivide con altri hub culturali greci – in questi stessi giorni si svolge anche l’Athens Music Week – la capacità di attivare scambi tra Europa, Balcani, Mediterraneo e medio oriente. Oltre a ospitare autori e autrici da tutto il mondo, con grande attenzione alla poesia – come il poeta cubano Víctor Rodríguez Núñez, la basca Tere Irastortza Garmendia, il palestinese Najwan Darwish, il georgiano Dato Magradze, candidato al Nobel nel 2011 – il programma include incontri per professionisti. La Bulgaria è ospite d’onore, e si discuterà molto del suo mercato editoriale. Inoltre ci saranno approfondimenti dedicati a provare a rispondere alla domanda: come si fa per far raggiungere alla letteratura scritta in lingue parlate da poche persone o in paesi molto piccoli un pubblico internazionale?

13-17 MAGGIO. NUITS SONORES / LIONE, FRANCIA

Esplorazioni sonore e una passeggiata sul Rodano
Un’amica cresciuta in Michigan raccontava di come già da adolescenti ci si ritrovasse nei parcheggi coperti di Detroit per ballare la techno in feste spontanee. Ha trent’anni, è una poeta sposata a un accademico, viene da un contesto rurale e religioso, non esattamente il profilo che associ all’immaginario techno. Proprio per questo il racconto sorprende: è (o era) un genere tanto diffuso come intrattenimento giovanile, una versione Midwest delle nostre discoteche pomeridiane, da essere trasversale ad ambienti sociali diversi. In effetti la techno è nata a Detroit negli anni ’80 e il suo padrino è considerato Juan Atkins. Atkins sarà tra gli ospiti delle Nuits Sonores di Lione, uno degli appuntamenti più attesi della scena elettronica francese, che chiama grandi artisti internazionali e gli artisti locali più interessanti. Così si alternano artiste come la dj Amelie Lens, tra le più seguite al mondo, a tanti progetti anche molto originali come Aïta mon Amour, duo originario del Nord Africa che si ispira alla musica folk delle chikates, cantanti e ballerine popolari marocchine. La venue principale è Les Grandes Locos, spazio ex industriale riconvertito vicino al Rodano, perfetto per una passeggiata sul lungofiume dopo una notte di musica.

9 MAGGIO-1 NOVEMBRE. EMERGING ARTIST: THE BALTICS & FINLAND / TALLINN, ESTONIA

L’Europa nello sguardo degli artisti baltici
Philippe Halsman è stato uno dei più famosi ritrattisti del Novecento. Nato a Riga nel 1906, ha fotografato Dalì, Marylin Monroe, Oppenheimer, Louis Armstrong, ed è noto che chiedesse ai suoi soggetti di saltare: concentrati su quell’azione insolita, perdevano la posa e si lasciavano andare a qualcosa di più spontaneo. Questa intuizione trasmette una forma di sensibilità percettiva, più che espressiva, che risuona con lo spirito baltico. Ed è una sensibilità che affiora oggi nella freschezza degli sguardi riuniti in “Emerging Artists: The Baltics & Finland”, la mostra del Fotografiska Tallinn che, per la prima volta, dedica i suoi spazi a una generazione emergente di fotografi della regione. La curatrice Kulla Laas ha selezionato (con una call pubblica) artisti da Estonia, Lettonia, Lituania e Finlandia, spesso alla loro prima esposizione. Il Baltico può sembrare lontano – come lo sembrava, fino a qualche anno fa, anche l’Ucraina. Eppure ci riguarda da vicino, dalla sicurezza, all’energia, alle rotte commerciali. Esplorare lo sguardo e la ricerca delle nuove generazioni di artisti è anche un modo per provare a leggere l’Europa di oggi. E perché no, che sia nella ricerca sull’intimità quotidiana dell’estone Anna-Liisa Kree o nello sguardo colorato, surreale e scanzonato del lettone Filip Smits, scoprire qualcuno che un giorno potrebbe sorprenderci quanto Halsman.

8-30 MAGGIO. KUNSTENFESTIVALDESART / BRUXELLES, BELGIO

Ballare e recitare per dare significato al reale
Bruxelles è tra le città europee più votate alla sperimentazione artistica. Anche quest’anno il Kunstenfestivaldesarts diffonde le arti performative in una ventina di luoghi della capitale, fra teatri, musei, spazi pubblici, centri culturali e angoli meno noti. Sotto la direzione di Daniel Blanga Gubbay e Dries Douibi, l’edizione richiama il 1938, quando Sartre pubblicava “La Nausea”, un libro in cui il mondo del protagonista perde piano piano solidità e familiarità, catapultandolo in una realtà disturbante, repellente e priva di senso. Da qui prende avvio il programma, che guarda alla impalpabilità e confusione del presente per attivare una ricerca e costruzione partecipata di significato, affidata alla danza, al teatro e alla performance, strumenti per leggere il reale e per evitare di ripetere errori già commessi. Tra gli spettacoli, la performance di Ali Asghar Dashti e Nasim Ahmadpour, in cui la partecipazione del protagonista iraniano è resa più significativa dalla sua assenza, poiché attualmente è rinchiuso in prigione. Oppure “Prisoners of Love: Until the Sun of Freedom”, progetto di Basel Abbas e Ruanne Abou-Rahme, che hanno passato anni a indagare le canzoni e le poesie composte dai palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, dal 1948 a oggi, riflettendo sulla poesia come resistenza nella restrizione.

26-31 MAGGIO. DOCUMENTA MADRID / MADRID, SPAGNA

Il cinema vivo che registra un’urgenza in diretta
Secondo gli organizzatori del festival Documenta Madrid, nel cinema documentario un approccio più saggistico ha soppiantato un approccio più diretto. Tuttavia le turbolenze che stiamo attraversando nel presente hanno detonato un’energia e un’urgenza a raccontare senza mediazione, e molti registi sono tornati in strada. Documenta intercetta questo cambio di passo, e il tema di quest’anno è “Taking the pulse”, intercettare appunto. Il programma è costruito attorno all’idea del cinema come strumento vivo per registrare la contemporaneità in diretta. Aprirà il festival un lavoro incompiuto di Pasolini (forse è illegale non includere PPP in un palinsesto?). E’ un documentario inedito che celebra il primo sciopero dei netturbini, il 24 aprile 1970 (“L’Ordine degli Scopini è entrato nella storia; bisogna essere contenti, come se gli angeli fossero scesi sulla terra, a sedersi sulle panchine dei viali e sui muretti della borgata”). Il film è stato girato, mai montato e poi ritrovato sugli scaffali del Movimento Operaio Democratico nel 2005, ed è infine diventato un progetto audiovisivo di Cosimo Terlizzi e Luca Maria Baldini: “Rivisitazione dello sciopero”. Oltre alle sezioni dei film in concorso, il programma propone approfondimenti sul cinema sperimentale sloveno, e di come era servito a far parlare voci di opposizione al regime di Tito, sul regista inglese Charlie Shackleton, e sulla cineasta cilena esiliata in Canada Marilú Mallet, il cui cinema parte da uno sguardo molto personale e autobiografico per aprirsi alla politica e alla storia.

23 MAGGIO. GOTEBORGSVARVET HALF MARATHON / GOTHENBURG, SVEZIA

La mezza maratona più grande del mondo
Tutti abbiamo l’amico o l’amica che prepara una maratona, posta l’outfit del “lungo della domenica”, e aggiorna il suo profilo con i progressi del passo min/km. Ecco, quell’amico potrebbe correre (il prossimo anno, questa edizione è sold out) la Mezza Maratona di Gothenburg, la più grande al mondo. Dal 1980 vi partecipano oltre sessanta mila persone ed è una festa urbana: lungo i 21 km, tra città, fiumi e verde, le postazioni musicali danno energia ai partecipanti. Per proseguire il fine settimana da millennial si raccomanda di partecipare al rito sociale della fika, la pausa caffè con i cinnamon bun, e concludere con birre artigianali sul mare dove il sole non tramonta mai.