16-27 OTTOBRE. MOTHERS OF KHERSON / VARSAVIA, POLONIA
Dare voce al dolore delle madri ucraine
Bring Kids Back UA, l’associazione lanciata da Volodymyr Zelensky per salvare i bambini ucraini deportati forzatamente in Russia e nei territori occupati, ad agosto ha riportato a casa 103 bambini e adolescenti. Dal 2022 oltre 20 mila sono stati deportati con l’inganno (i genitori pensavano di mandarli al campo estivo, li avevano convinti che fosse più sicuro) ed esposti alla propaganda e all’educazione militare russa, e alla cancellazione dell’identità ucraina. Così molte famiglie, molte madri e nonne, hanno intrapreso viaggi di migliaia di chilometri attraverso la Polonia, la Bielorussia e la Russia fino alla Crimea occupata (da Kherson il tragitto effettivo è di cento chilometri) per andare a riprenderseli. L’opera “The Mothers of Kherson”, co-prodotta dal Metropolitan Opera di New York e dal Teatr Wielki di Varsavia, dove debutterà il 16 ottobre (una versione concertistica era stata eseguita a Kyiv a giugno), rielabora e condensa le testimonianze dei bambini deportati e delle loro famiglie nel viaggio di tre donne verso la Crimea. Il libretto è di George Brant, in inglese per raggiungere più persone possibile, la direzione d’orchestra è di Keri-Lynn Wilson, co-fondatrice della Ukrainian Freedom Orchestra, la regia da documentario è di Barbara Wysocka, la musica, intessuta di trame di musica folk ucraina meridionale, è di Maxim Kolomiiets.
1-11 OTTOBRE. ART EXPLORA FESTIVAL / LE HAVRE, FRANCIA
Il museo ormeggiato nei mari d’Europa
Il catamarano Artexplorer da Cascais è arrivato a Le Havre, dove sarà ormeggiato fino all’11 ottobre. E’ una barca museo e un festival culturale itinerante, sostenuto dall’Ue in collaborazione con diverse istituzioni, che dal 2024 solca il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico che bagna l’Europa e porta cultura in ogni porto. La barca, progettata da Axel de Beaufort e Guillaume Verdier e costruita da Perini Navi a La Spezia, è lunga 47 metri con un albero di 55, ha gli scafi agili in alluminio ultraleggero, ed è il più grande catamarano a vela mai varato. Le vele sono un’opera di Laure Prouvost e dicono: “Ideally you would sea where to go / Here we dream of no more front tears”, che gioca con la pronuncia “frontiers” (dice l’artista: la liquidità del mare non permette di controllare i confini). Il progetto sensibilizza sui temi del mare, dalla biodiversità alla migrazione. A Le Havre lo spazio espositivo a bordo ospita la mostra “Song of Water”, in cui le opere dialogano con reperti paleontologici. Il festival si estende sul molo, con installazioni, esperienze, performance e concerti, la mostra immersiva sulle profondità dell’oceano di Jakob Kudsk Steensen, il collettivo del Ballet National de Marseille (LA)HORDE (che questo fine settimana danza al Romaeuropa), la coreografa Leïla Ka (che ha coreografato l’ultimo tour di Beyoncé), ma anche incontri con ricercatori, sommozzatori, artisti, esperti che guardano all’oceano da diverse prospettive. Poi Artexplorer salperà per la biennale di Tunisi, e infine attraccherà a Saint Malo.
23 OTTOBRE-22 NOVEMBRE. WALID RAAD FESTIVAL OF (IN)GRATITUDE / PARIGI, FRANCIA
L’arte al confine tra realtà e finzione
Un paio di settimane fa al centro culturale Cent Quatre, nel 19esimo arrondissement di Parigi, si sono alternati sul palco dei musicisti di mezza età accompagnati da una cantante adolescente, che si muovevano con agilità tra musica klezmer, italiana, chanson française, son cubano e musica araba, e una dj, una matrona, maestra nel miscelare sonorità arabe con funk e French touch. La sala è diventata una specie di balera allegra, colorata e multiculturale in cui si divertivano persone di ogni età e origine, che abitano nel quartiere. In questo spazio aperto all’incontro e all’alterità inaugura anche la mostra dell’artista libanese americano Walid Raad, con una selezione di alcune sue opere più recenti, alcune dalla Biennale di Venezia, legate agli ultimi quarant’anni di guerra in medio oriente – Raad ha iniziato a lavorare negli anni dell’operazione Pace in Galilea e del massacro di Sabra e Shatila. E’ un artista di forme ibride, sia perché lavora con la fotografia, la scultura, i collage, le parole, i video, il disegno, sia perché manipola il confine tra storia e finzione per indagare il rapporto con l’arte e la memoria. E’ un archivista, un contraffattore, un cantastorie, e accompagnerà il pubblico lui stesso, ogni giorno, in visite guidate.
21 OTTOBRE 2026-18 APRILE 2027. GENGHIS KHAN AND THE WORLD OF THE MONGOLS / BERLINO, GERMANIA
Storia segreta del più esteso impero del mondo
Come racconta Kader Abdolah in “Quello che cerchi sta cercando te”, Rumi, poeta e mistico sufi nato nel 1207 nell’allora califfato di Baghdad, oggi Afghanistan, ha trascorso quasi tutta la vita in fuga dai mongoli, lungo la via della Seta, in Asia centrale, Baghdad, Aleppo, La Mecca, fino alla Turchia. I mongoli, guidati da Temujin e dai suoi eredi, conquistarono tutto e crearono il più esteso impero contiguo della storia, un mare di terra le cui periferie erano le capitali delle civiltà soggiogate. Si estendeva dalla Corea alla Cina alla Russia e all’Ucraina, con vittorie militari in Polonia e Ungheria. Gli scambi di beni, culture e popoli che prosperavano durante la Pax mongolica hanno ancora peso sulla demografia eurasiatica. Per approfondire c’è la “Storia segreta dei Mongoli”, prima opera letteraria mongola, di un anonimo del 1200. Oppure inaugura alla James-Simon-Galerie di Berlino la mostra “Genghis Khan and the world of the Mongols”, realizzata a 800 anni dalla morte di Genghis Khan e dopo vent’anni di ricerche tra Germania e Mongolia. Ripercorre, attraverso reperti ritrovati in Mongolia e in Europa, la storia dell’Impero mongolo, dai principati delle steppe, alla mobilità nomade, la cultura equestre e l’ascesa di grandi città multietniche, con il suo impatto politico, economico e culturale sull’Eurasia.
8-11 OTTOBRE. FESTIVAL DELL’INNOVAZIONE E DELLA SCIENZA / SETTIMO TORINESE, ITALIA
Produrre cambiamento affidandosi alla curiosità
La curiosità riconosce l’alterità e spinge verso l’ignoto, ed è accesa dalle più insondabili e bizzarre ragioni. Il Festival dell’Innovazione e della Scienza di Settimo Torinese con il suo programma sazia le curiosità più diverse e disparate, persino di chi si chiede: dove finiscono le acque reflue? Il tema dell’edizione, Reazioni, è un invito a osservare i legami tra gli elementi di un sistema e il ruolo che ognuno di noi può interpretare nel produrre cambiamento. Ci saranno incontri dedicati ai microrganismi che compongono gli smartphone, ai viaggi aerospaziali, al ruolo della robotica nei lavori di cura, all’attivismo digitale nei regimi, al sistema immunitario, a come la frustrazione può degenerare in violenza, alla capacità di adattamento delle piante, e a cosa succede nel cervello quando ci innamoriamo.
24 OTTOBRE 2026-21 FEBBRAIO 2027. ANNA CASPARSSON. THE ISLE OF BLISS / MALMÖ, SVEZIA
Le precise storie raccontate con ago e filo
Il ricamo, l’uncinetto, il collage, la ceramica, la cucina, il lavoro con la carta storicamente sono state spesso liquidate come discipline femminili, arti minori rispetto alle più nobili pittura, scultura o all’architettura. In “Cucire Universi”, Domitilla Dardi rovescia questa prospettiva e racconta la “controstoria” dell’arte, ragionando su come queste culture progettuali possano essere risorse oggi per scoprire metodologie, processi produttivi ed ecologici da applicare alla medicina, all’edilizia, all’ingegneria aerospaziale. Anche per questo molte artiste sono dimenticate e oggi si cerca di recuperare un patrimonio sommerso. Come quello della svedese Anna Casparsson (1861–1961), presto al Moderna Museet Malmö. Artista del cucito e del ricamo, con ago e filo componeva soggetti sofisticati, paesaggi, scene, storie, motivi, ispirate alle fiabe, ai racconti popolari, ai cicli epici, alla letteratura, alla musica, o alla propria esperienza, ricchi di vivacità, precisione, e espressività narrativa. Era una pianista, il salotto della sua Villa Snäckan era frequentato da artisti e intellettuali, eppure la sua arte restò privata fino alla sua tarda età, e la sua prima personale inaugurò poco prima del suo centesimo compleanno.
21-25 OTTOBRE. ADE / AMSTERDAM, PAESI BASSI
L’altro lato (diurno) del più grande Dance Event
L’ADE (Amsterdam Dance Event) è un festival di musica elettronica grandissimo non solo per la line up musicale, che in questa edizione, del trentesimo compleanno, coinvolge più di 1.500 artisti, e 600 mila persone di pubblico, ma anche perché è una delle piattaforme di business più importanti per l’industria musicale. Il programma diurno alterna network tra artisti, chi li rappresenta e discografici, a conferenze sui temi più diversi, come l’incontro sull’etica del campionamento, che riunisce produttori, attivisti dei diritti culturali e artisti: se tutta l’arte è prendere in prestito e rimescolare, la musica elettronica lo è ontologicamente, fatta di alterazioni e rilavorazioni di frammenti audio estratti. Attingere (rubare) a tradizioni sonore e musicali di comunità senza risorse, senza sviluppare una collaborazione proficua per ogni soggetto coinvolto, è sempre più criticato dall’industria. Per approfondire ancora temi dell’etica, un altro incontro è sul legame tra club culture, eccessi e uso di sostanze, e su come oggi si stia rinegoziando il rapporto con le droghe e si stia diffondendo una cultura sobria, che parla il linguaggio del benessere (sono sempre più popolari i rave running club, corri dietro una cassa). Oltre alle mostre, le installazioni e gli spettacoli come “Swan Lake Remixed”, con il Dutch National Ballet e un collettivo hip hop, la notte, ovunque, c’è la musica.
20 OTTOBRE-1 NOVEMBRE. LONDON LITERATURE FESTIVAL / LONDRA, REGNO UNITO
Dua Lipa porta il suo book club al Southbank
Gli editori fanno i saltimbanchi, organizzano feste a tema con i gadget, mancano solo i palloncini, ma l’unico modo per vendere e farsi leggere fuori dai 25 lettori che comunque i libri li ricevono in omaggio è che qualche famoso, come ha scritto Guia Soncini, accenda la telecamera del telefono e dica: il libro di tizio è bello. Se la famosa è Dua Lipa (e recentemente anche Obama), allora puoi sperare di vendere qualche copia. Come sappiamo tutti, la pop star arbiter elegantiae con il suo book club Service95 legge ogni mese un libro di un autore o autrice che poi intervista (il book club è estensione della sua piattaforma di contenuti Service95, che pubblica caroselli di consigli culturali e chiede ad altri famosi cose tipo: in che universo narrativo vorresti vivere? Risposta dell’attrice Hannah Einbinder: “Il Signore degli anelli”, vorrei troppo essere elfo ma so che sarei un hobbit). A luglio Dua Lipa ha intervistato Lea Ypi, ad agosto Madeline Cash, a settembre Kaveh Akbar, a ottobre è la curatrice residente della nuova edizione del London Literature Festival del Southbank Centre. Ha curato un incontro con English PEN sulle minacce alla libertà d’espressione, uno sul ritmo e il suono delle parole, uno sullo scrivere di mascolinità, e sarà inoltre in dialogo con due Smith, prima con Patti, poi con Zadie.
15-31 OTTOBRE. WEXFORD FESTIVAL OPERA / WEXFORD, IRLANDA
Il nuovo canzoniere dei cuori spezzati
Wexford è una cittadina portuale irlandese tra le cui attività principali figurano l’acquacoltura di cozze e uno dei festival di opera più importanti al mondo, che da 75 anni porta in scena soprattutto opere minori e dimenticate. All’inizio la febbre dell’opera aveva coinvolto la provincia, e reso melomani i cittadini di ogni classe, che prendevano le ferie a ottobre per aiutare ad allestire, e che nei pub suonavano ballate folk accanto alle arie delle soprano italiane. Il festival negli anni è diventato sempre più esclusivo e inaccessibile alla comunità, così dal 2023 è stata introdotta la “Community opera”, che coinvolge attivamente i talenti locali, e che quest’anno è stata affidata alla compositrice, scrittrice e attivista ipoudente Ailís Ní Ríain. Tra le produzioni del palinsesto, presiedute dalla direttrice artistica Rosetta Cucchi, debutterà “The First Festival”, composta da Alberto Caruso con libretto dello scrittore Colm Tóibín (originario della contea). L’opera è ambientata nell’ottobre 1951, durante la prima edizione di Wexford, e racconta di quattro operai, appena mollati e con il cuore spezzato, che incontrano quattro cantanti d’opera internazionali che arrivano in città per il festival, anche loro col cuore spezzato e in disperato bisogno di essere amate. La sera della prima è stata organizzata anche una grande festa a tema anni Cinquanta. Tóibín presenterà anche in anteprima mondiale, assieme al compositore Conor Linehan, un canzoniere di quindici canzoni in cui lo scrittore e il musicista immaginano il mondo tra 75 anni.
2-3 OTTOBRE. BIEN DANS MA TÊTE / MARSIGLIA, FRANCIA
La salute mentale è una questione culturale
Guardare all’Europa senza guardare alla ricchezza del bacino del Mediterraneo è miope quanto guardare alla salute mentale senza considerare la diversità culturale ed etnografica. “Bien dans ma tête”, il festival sulla salute mentale del Mucem, il museo del Mediterraneo, esplora il tema attraverso la lente dell’interculturalità, interrogandosi su come ci si prende cura tenendo conto di origini, lingua, religione, cultura e immaginario. Dei percorsi migratori, delle guerre, dei sistemi coloniali e del razzismo. Oltre a dibattiti e incontri, si può partecipare a una visita-laboratorio di teatro dell’oppresso della mostra “Méditerranées”, che espone arte nata in contesti coloniali.