Cerca

Appuntamenti europei

Mostre, festival, libri. Dove s’incontrano gli europei

13, 15 e 17 maggio. Basilea, Svizzera

Le hit di un’Europa che canta insieme

La sessantanovesima edizione dell’Eurovision Song Contest si terrà a Basilea il 13, 15 e 17 maggio. E’ un ritorno a casa, dato che la Svizzera ospitò e vinse la primissima edizione della gara nel 1956. Ormai anche in Italia è legittimata l’autorità dell’evento seguito da centinaia di milioni di spettatori, il fu “baraccone trash”, oggi riconosciuto come organo di diffusione del sentimento europeo e incubatore di pop star e, secondo Martin Österdahl, supervisore esecutivo di Esc, “un superbowl con gli steroidi”. L’euforia si coglie sul canale Instagram, pieno delle immagini dell’Eurovision party di Madrid ad aprile. I partecipanti hanno già diffuso la propria canzone, quasi tutti nella propria lingua, portando la propria cultura, più o meno sapientemente condita di stereotipi. Alcune sono già hit, come la canzone a tema sauna degli svedesi Kaj. C’è poi un’infilata di bonazzi e bonazze, dall’Armenia alla Serbia, Lucio Corsi e Gabry Ponte, i due antipodi dello spettro dell’italianità, separati dal gusto e dagli Appennini, ma anche l’israeliana Yuval Raphael, sopravvissuta alla strage del Nova Festival e Mariam Shengelia dalla Georgia per cantare di libertà. E ovviamente le vecchiette d’Ostuni, corpo di ballo di Tommy Cash, prova che, se non tutto il mondo, almeno tutta l’Europa è sempre un po’ paese.

 

29 maggio – 1 giugno, International Book Arsenal Festival. Kyiv, Ucraina

La resistenza ucraina nell’Arsenale dei libri

La tredicesima edizione del Salone internazionale del libro ucraino di Kyiv, la terza da quando l’Ucraina è stata invasa dalla Russia nel 2022, è organizzato nel Mystetskyi Arsenal. Il titolo e tema del 2025 è “Everything is Translation”, ed è nato da una conversazione tra le due curatrici, la storica e docente di Yale Marci Shore e la scrittrice, traduttrice, editrice del Pen Ukraine Oksana Forostyna. Scrive Shore: “Temo che una quantità enorme di sofferenza umana resti in silenzio per l’eternità. E proprio in virtù di questo dovremmo apprezzare ciò che il linguaggio può fare, per quanto imperfetto sia, e apprezzare coloro che cercano di tradurre in parole momenti ai confini estremi dell’esperienza umana”. E ancora: “L’atto del tradurre è un atto di fede nel fatto che una qualche forma di comprensione sia possibile”. Oltre a una grande partecipazione di editori, il programma, curato da Iryna Slavinska, Olya Rusina, Yuliia Konopliana e Oksana Karpiul, presenta lezioni, incontri, presentazioni, discussioni, performance, interviste, reading di poesia.

La fiera ospita anche il Translatorium Literary and Translation Festival, evento dedicato alla traduzione e curato da Tania Rodionova. Il Book Arsenal Festival rappresenta uno degli innumerevoli atti della resistenza ucraina, la volontà instancabile di rispondere con la vita e la normalità al tentativo della Russia di annientarla. Il festival dispone di un rifugio antibombe.

 

12-14 giugno, Sónar. Barcellona, Spagna

Rave e sperimentazione artistica

Qualcuno chiama Barcellona la Silicon Valley europea, di certo è un luogo votato all’innovazione. Dal 1994 è la casa principale del Sónar, Music, Innovation & Creativity, gotha per gli appassionati di musica e cultura elettronica, con 300 mila partecipanti nel 2024. Nato come luogo temporaneo dove la sperimentazione musicale e performativa si interseca alla tecnologia e alla scienza, è articolato in tre sezioni. Il Sónar By Day, alla Fira Montjuïc in Plaça de Espana, e il Sónar By Night, in periferia, ospitano una line-up di più di cinquanta artisti di musica contemporanea, elettronica, sperimentale, con una resa tecnica e acustica accessibile anche ai non fanatici del clubbing. La sezione Sónar+D apre la conversazione tra l’industria creativa, l’innovazione e la tecnologia, con un ricco palinsesto di panel, discussioni, performance, masterclass e uno spazio espositivo interattivo. Gli incontri per esplorare la curatela non mainstream, la tecnologia sostenibile, il rapporto tra musica e AI si integrano perfettamente con le boiler room e i concerti e aprono i confini di un mondo che vuole esplorare e comprendere le potenzialità del nostro rapporto con la tecnologia. Come rendere accessibili le nuove arti a chi non è nerd? Con una festa.

 

2-18 maggio, Theatertreffen. Berlino, Germania

Lo stato di salute del teatro tedesco

Nel 1978 Pina Bausch debuttò con il suo spettacolo “Kontakthof”, e da allora ha sempre immaginato di riportare in scena la produzione con lo stesso cast di ballerini ma più anziani. Quarantasette anni dopo raccoglie la sua eredità la coreografa Meryl Tankard, una delle protagoniste dello spettacolo originale, con “Kontakthof – Echoes of ’78”, instaurando un toccante dialogo tra passato e presente, e coinvolgendo otto dei ballerini originali. E’ uno dei progetti selezionati dalla giuria del Theatertreffen festival, che dal 1963 ogni anno sceglie, tra più di 600 spettacoli, le dieci produzioni in lingua tedesca più interessanti per portarle a Berlino. Il Festival è uno degli eventi del Berliner Festspiele, promotore culturale protagonista della vita berlinese. Le produzioni invitate nel 2025 interpellano e interpretano il presente con espressioni, visioni estetiche e contenuti molto diversi tra loro, ma restituiscono lo spirito del tempo, e testimoniano lo stato di buona salute per il teatro. Nel programma sono previsti anche panel e discussioni tra le compagnie teatrali e il pubblico. Durante la Guerra fredda, Theatertreffen rappresentava una “vetrina dell’occidente” nella Germania divisa in due blocchi, oggi racconta il teatro in lingua tedesca, ma è anche una vetrina dei migliori valori europei.

 

Dal 30 maggio, 70th Athens Epidaurus Festival. Atene, Grecia

Atene, classico contemporaneo

L’Athens Epidaurus Festival è un’istituzione culturale che esisteva molto prima del nuovo status di Atene di capitale europea tra le più vive e interessanti (sancito anche dalla rivista Monocle, arbiter elegantiarum europeo). Il 30 maggio inaugura la settantesima edizione della manifestazione che porta nel presente il teatro classico greco, in dialogo con drammaturgie contemporanee. E che è pioniere della contaminazione e della sperimentazione tra discipline come teatro, musica e danza.

Lo spazio più suggestivo del festival è l’anfiteatro, l’Odeon di Erode Attico, che ospita un programma anche di concerti di musica classica di orchestre e solisti da tutto il mondo. Perché leggere i classici? Per la risposta, si consiglia lo spettacolo d’inaugurazione dell’evento, l’Antigone di Sofocle, diretta da Ulrich Rasche.

 

2 maggio – 19 ottobre, Austen e Turner. Yorkshire, Regno Unito

Gita romantica alla casa di campagna

“Non sono romantica, lo sai. Non lo sono mai stata”. Jane Austen lo fa dire da Charlotte Lucas a Elizabeth Bennet per motivarle il matrimonio con il reverendo Collins per questioni di sicurezza finanziaria. Austen era nata nel 1775, lo stesso anno di William Turner, l’artista che più di tutti ha nutrito l’immaginario inglese del periodo romantico. In occasione del loro 250esimo anniversario di nascita, la dimora storica di campagna ora museo Harewood House dedica loro “Austen and Turner: A Country House Encounter”, il primo evento che mette in dialogo queste due icone della cultura inglese e mondiale. Curata da Harewood House Trust e dal Centre for Eighteenth Century Studies dell’Università di York, racconta la società e la cultura della country house e il paesaggio naturale nel periodo della Reggenza inglese, attraverso i quadri, anche meno noti, di JMW Turner e le parole e i manoscritti di Jane Austen, compreso l’incompiuto “Sanditon”. La campagna e le dimore storiche sono state centrali nella storia della cultura inglese – spesso prosperando sui profitti derivati dalle tratte di schiavi africani – e Austen e Turner ne hanno ritratto i connotati: degli orizzonti sterminati e ventosi lui, delle relazioni sociali e della vita quotidiana lei.

 

25 maggio – 1 giugno, 65th Ktakow Film Festival. Cracovia, Polonia

Guardare i film per guardare il presente

Il Krakow Film Festival è una delle rassegne cinematografiche più longeve al mondo dedicata al documentario, ai film d’animazione e ai corti. Dal 1961 esplora il presente attraverso una vasta programmazione (nel 2025 sono 250) di film polacchi e internazionali, ma anche mostre, concerti, spettacoli e incontri con gli artisti, con più di 900 ospiti. E’ una finestra aperta per guardare il mondo attraverso il cinema e dare strumenti per interpretare la realtà. Dà spazio a sguardi più periferici e meno conosciuti, ma nella storia ha ospitato cineasti da tutto il mondo, come Pasolini e Werner Herzog, ed è dove grandi registi polacchi come Krzysztof Kieslowski hanno mosso i primi passi. Tra i film in concorso quest’anno, “The Big Chief” di Tomasz Wolski racconta un’intervista del 1972 a Leopold Trepper, ebreo polacco capo della rete di spie antinaziste, poi considerato nemico pubblico; aprirà il festival “The Queen and the Smokehouse” di Iga Lis, una storia di turismo, gentrificazione e scomparsa delle tradizioni locali e di una matriarca con un affumicatoio di pesce in una cittadina sul Mar baltico.
In concorso anche il film di Trond Kvig Andreassen sull’orchestra Soloists di Kyiv, un gruppo di musicisti ucraini in esilio in un fiordo norvegese dall’inizio dell’invasione russa, il 24 febbraio 2022.

 

9 maggio, Europe day 2025. Tbilisi, Georgia

Nelle strade di Tbilisi a imparare l’Europa

Rustaveli è sempre chiusa al traffico. Le proteste pacifiche dei georgiani contro il governo proseguono instancabili da mesi – oggi sono 163 giorni – nonostante la neve, i pestaggi, le minacce, la repressione da parte delle forze dell’ordine. Chiedono la liberazione di chi è stato arrestato – oppositori, giornalisti, giovani – e nuove elezioni per poter proseguire il percorso interrotto verso l’Europa. Il rapporto tra Georgia e Unione europea è il tema della Festa dell’Europa il 9 maggioall’Expo di Tbilisi, con pensatori, intellettuali e artisti georgiani di ogni generazione. Tra gli appuntamenti: l’intervento della regista Lana Gogoberidze, testimone e narratrice di tutta la storia del Novecento, figlia di una vittima delle purghe di Stalin e di Nutsa Gogoberidze, la prima regista georgiana; il panel di Lika Zakashvili, direttrice del media Publika, sul ruolo del giornalismo indipendente nella diffusione dei valori dell’Ue; la mostra “10 Years in Focus” racconta la storia recente della Georgia attraverso le immagini più iconiche. E’ una festa europea che si inserisce nelle proteste quotidiane e instancabili, dove ogni sera si ricostruisce la strada verso l’Europa che il governo ha deciso di interrompere, con le bandiere, i canti, la memoria. E’ qui che si sente cosa vuol dire essere europei.

 

9 aprile – 31 agosto, David Hockney 25. Parigi, Francia

Non possono cancellare la primavera, ricordatelo

Lo spirito della vita, che animi il corpo di un amante, una risata o il bocciolo di un fiore, è il cuore dell’arte di David Hockney, grande pittore inglese cui la Fondazione Louis Vuitton a Parigi dedica la più grande retrospettiva mai realizzata, David Hockney 25. Hockney ha collaborato alla costruzione della mostra, assieme al compagno Jean-Pierre Gonçalves Lima e ai curatori Sir Norman Rosenthal e Suzanne Pagé, direttrice artistica della Fondazione. Un percorso di quattrocento opere – introdotto da una sua frase al neon: “Do remember they can’t cancel the spring”– per attraversare settant’anni di libertà, gioia della vita e curiosità impenitente per la natura umana: le piscine e le scene bagnate dal sole della California, l’esplorazione dell’intimità e della tenerezza delle relazioni gay, decine di ritratti, tra cui Christopher Isherwood e Harry Styles. Ma anche la sperimentazione espressiva e il trionfo della natura, dai vasi di fiori dipinti con la tavoletta grafica alla serie 220 for 2020, dedicata all’avvicendarsi delle stagioni nei paesaggi della Normandia. Play Within a Play Within a Play and Me, il suo autoritratto più recente, del 2025, ben trasmette lo spirito della sua carriera: libera, giocosa, in una comunione laica con una natura viva come i narcisi nel giardino. L’opera era stata scelta come poster della mostra, e in seguito censurata dalla Metro di Parigi perché Hockney si ritrae con una sigaretta. Ma non si può fermare l’arte, non si può fermare la primavera, figuriamoci nel Bois de Boulogne.

 

25-31 maggio, Khamoro Festival. Praga, Repubblica ceca

Alla luce del sole

Khamoro in romanì vuol dire luce del sole, e il Khamoro Festival di Praga dal 1999 illumina una cultura che appartiene a più di 10 milioni di persone in Europa. E’ la più grande manifestazione mondiale di cultura romanì, per promuoverla, diffondere e avvicinare le persone non rom (i gagè) attraverso l’arte. Il cuore del festival è la musica, soprattutto i concerti di gypsy jazz, un genere musicale che unisce il jazz classico con la musica tradizionale rom, di artisti che arrivano da tutto il mondo. Ma anche arte, performance, proiezioni, workshop di danza e conferenze, per adulti e bambini per esplorare un pezzo fondamentale e spesso ignorato dell’identità europea.