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Da Berlino

Merz triplica la spesa militare, i Verdi faranno da detective

Friedrich Merz su un Eurofighter del Bundeswehr ©Getty

I tedeschi ora sanno quanto gli costerà assumere un ruolo guida nell’architettura della difesa europea – e sembrano accettarlo. Secondo i piani del governo federale, il bilancio della difesa ammonterà a 152,8 miliardi di euro nel 2029 – se il Bundestag confermerà la cifra, il budget sarà circa tre volte superiore a quello precedente all’inizio della guerra in Ucraina. Il paese che non voleva più avere nulla a che fare con la guerra pare ormai avviato sulla (buona) strada per diventare uno degli alleati modello della Nato.

È notevole quanto sia diventato pragmatico Friedrich Merz da quando ha realizzato il sogno della sua vita: diventare cancelliere. Il freno al debito, cuore della politica finanziaria dei conservatori, è stato sospeso parzialmente poco dopo le elezioni di febbraio dalla sua Unione (Cdu e Csu), con l’aiuto dell’Spd e dei Verdi. L’opposizione, nonostante l’aumento delle spese per la difesa, rimane insolitamente silenziosa. E’ vero che la sinistra e l’estrema destra di Alternative für Deutschland in parte si oppongono, ma i Verdi non criticano l’ammontare della spesa, e così il governo può contare su un partito di opposizione che gli è molto vicino in politica estera. Per il partito ecologista è difficile criticare l’aumento delle spese per la difesa: il suo candidato di punta, Robert Habeck, aveva chiesto in campagna elettorale che fosse loro destinato il 3,5 per cento del pil. Sara Nanni, portavoce per la politica di sicurezza dei Verdi al Bundestag, dice al Foglio Europeo che intende monitorare come verranno spesi i fondi: “Per noi sarà un lavoro da detective”.

Tuttavia, Nanni mette in guardia dal fatto che i Verdi, in quanto movimento europeo, potrebbero tornare ad assumere una posizione più prudente in tema di difesa, ma “considerando una Russia che continua a riarmarsi e dichiara pubblicamente di volerci attaccare, sarebbe più che irresponsabile”, dice. Negli ultimi tre anni i Verdi sono diventati grandi sostenitori dell’Ucraina, ma prima dell’invasione su larga scala di Vladimir Putin erano considerati un partito per il disarmo. Il cambiamento del partito è logico, secondo Nanni: “Siamo stati i migliori ad affrontare questa trasformazione perché non abbiamo paura di riflettere sulle crisi esistenziali e trovare soluzioni per affrontarle”.

La direzione che prenderà l’Spd, invece, non è ancora chiara. L’ala che fa capo al ministro della Difesa Boris Pistorius sostiene l’aumento delle spese militari. Ma a giugno ha suscitato parecchia agitazione un “manifesto” per la promozione della pace, firmato da alcuni esponenti di spicco dell’Spd. I firmatari chiedevano un’inversione di rotta nei confronti della Russia e criticavano i piani di riarmo della Nato. Il ministro Pistorius parla spesso della necessità per la Germania di tornare a essere “pronta alla guerra” – un’espressione difficile da assorbire per le orecchie tedesche e per una parte del suo stesso partito. Nonostante ciò – o forse proprio per questo – è il politico più popolare del paese.

Questi elementi rivelano molto del cambiamento che la Germania sta attraversando sul piano della sicurezza. Quasi tre quarti dei tedeschi hanno dichiarato a novembre, secondo uno studio della Körber-Stiftung, che la Germania dovrebbe investire di più nella sicurezza europea. La guerra era da tempo scomparsa dalla coscienza collettiva dei tedeschi, ma si sta facendo molto perché vi faccia ritorno. Il 15 giugno, la Germania ha celebrato per la prima volta una Giornata nazionale del veterano: chi ha combattuto per il paese deve ricevere attenzione. Dal 2020 i soldati della Bundeswehr possono viaggiare gratuitamente su quasi tutti i treni, a condizione che indossino l’uniforme. Se prendi un treno a lunga percorrenza in Germania ti capita spesso di incontrare uno degli oltre 180 mila soldati della Bundeswehr: questo serve a rendere i militari più visibili, parte integrante della società. Il fatto che molti soldati abbiano aiutato nei centri vaccinali durante la pandemia ha contribuito ad aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica nei confronti delle Forze armate.

Il governo vuole anche introdurre un servizio militare volontario, ma il dibattito è già un passo più avanti: se la Germania vuole raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi di crescita militare, deve affrontare la questione della leva obbligatoria. La maggior parte dei giovani è ancora contraria, ma la reputazione della Bundeswehr è migliorata.

Anche l’industria bellica tedesca sta uscendo dall’ombra e beneficiando delle enormi spese. Prima della guerra in Ucraina, il titolo della Rheinmetall di Düsseldorf valeva circa 100 euro, ora vale quasi 18 volte tanto. Il gruppo sta facendo molto per conquistare l’opinione pubblica. A maggio dello scorso anno, i costruttori di carri armati hanno firmato un contratto di sponsorizzazione con il club calcistico Borussia Dortmund. L’amministratore delegato del club, Hans-Joachim Watzke, ha dichiarato che questo può essere un contributo al dibattito pubblico. Altre aziende belliche, come la startup di droni Quantum Systems, fanno pubblicità su larga scala per reclutare personale. Se aumentano le spese per la difesa, qualcuno dovrà anche costruire le armi. “Non credo che ciò provochi gioia in nessuno”, ha detto Pistorius alla fine di giugno, spiegando come verranno spesi i nuovi fondi disponibili: “I tempi sono tali da rendere tutto ciò necessario”. E ha ringraziato il cancelliere federale, Friedrich Merz.