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Conversazione con il comico Vasyl Baydak

Lo spettacolo dell’ironia in cui gli ucraini trovano la forza per salvarsi

Vasyl Baydak durante il suo spettacolo Milano lo scorso 22 giugno ©Associazione Ua-Mi

Spesso rimaniamo incantati davanti alla forza degli ucraini, capaci di resistere da più di tre anni, su larga scala, alla più grande, dolorosa e sanguinosa invasione militare sul continente europeo dalla fine della Seconda guerra mondiale. Una delle fonti di questa difficile opposizione al nemico, per gli ucraini, rimane la risata.

Profondamente radicata nella storia della cultura ucraina, la risata diventa uno strumento di forza, di unione, di sconfitta della paura. Basti pensare al primo testo della letteratura ucraina moderna, Eneide, scritto da Ivan Kotlyarevsky nel 1798: una rivisitazione burlesca dell’Eneide di Virgilio con i cosacchi ucraini come protagonisti. O al poemetto Son (1844) del sommo poeta ucraino Taras Shevchenko, un quadro satirico del marcio impero russo, per il quale Shevchenko fu condannato al servizio militare agli estremi dell’impero per 25 anni – una sentenza che all’epoca equivaleva a una condanna a vita.

Per non andare troppo lontano nel tempo, pensiamo all’attuale presidente ucraino Volodymyr Zelensky, un ex comico, che con le sue battute nel passato – ma qualche volta anche oggi – aiuta gli ucraini a superare i tempi bui, e alla stand-up comedy ucraina che, con l’invasione su larga scala, è esplosa con una potenza mai vista prima.

All’inizio della grande guerra nel 2022, riflettere la realtà circostante sotto forma di battuta era diventata una specie di terapia, sia per coloro che queste battute le scrivevano, sia per il pubblico cui erano destinate.

Il grande vantaggio della stand-up comedy è la velocità di reazione: quello che era successo la mattina diventava una battuta fresca la sera, che aiutava a scaricare la tensione e a sdrammatizzare la pesante realtà ucraina.

Andare a una serata di stand-up, spesso organizzata nei rifugi antiaerei, è una di terapia di gruppo, alla quale volentieri hanno partecipato anche comici stranieri come David Letterman, Doug Stanhope e Stephen Fry.

“L’umorismo nella storia ucraina serviva a rafforzare la resistenza. L’umorismo ucraino derideva sempre qualcuno più forte – il nemico, l’impero, il partito, i difetti di sé stessi – ma mai qualcuno di più debole o più piccolo. Non ridiamo con lo scopo di umiliare. Ridiamo per renderci più forti”, dice Vasyl Baydak, comico ucraino in tour tra le città europee e non solo, tra cui anche Milano.

Ventisette città in trenta giorni, da Cracovia a Tel Aviv, passando per Milano e Reykjavík. Lo scopo del tour di Vasyl Baydak non è solo presentare un programma nuovo, ma raccogliere fondi per sostenere la resistenza dell’esercito ucraino. La resistenza morale del ridere si fonde con la resistenza concreta dell’aiuto ai ragazzi che reggono le linee del fronte aperte nelle varie zone del paese.

Oggi in Ucraina qualsiasi artista, che sia cantante, attore o comico, si è trasformato in un volontario, cercando di mettere al servizio del suo popolo non soltanto la propria arte, ma anche la propria popolarità, che aiuta a raccogliere fondi e a rispondere alle richieste che arrivano da ogni parte dell’Ucraina.

Baydak si è dedicato al volontariato nei primi giorni dell’invasione su larga scala. Oggi è uno dei volontari più seguiti e più fidati dal pubblico, con alcune delle campagne di raccolta fondi più riuscite. “Le raccolte fondi sono diventate un fenomeno di massa in Ucraina – dice Vasyl – gli ucraini sono riusciti ad adattare alle proprie esigenze strumenti che non sono fatti per raccogliere soldi, come per esempio Instagram”.

In effetti, le campagne non si diffondono sulle piattaforme classiche di crowdfunding, ma sui social, come Instagram, un’applicazione pensata per immagini e contenuti video.

Così gli artisti ucraini hanno cominciato a creare contenuti capaci di attirare l’attenzione sulle esigenze dei militari e dei civili; nel caso dei comici, contenuti di intrattenimento.

Vasyl stesso si è travestito da vecchi artisti ucraini, ricantando le loro canzoni con testi che incentivavano a donare – o “sarebbe andato ad affogarsi nel fiume profondo”; è diventato il quinto membro del gruppo BADstreet Boys insieme ad altri tre comici: Oleh Svishch, Anton Tymoshenko e Slava Kedr, e al cantante professionista Volodymyr Dantes. La band parodica ha reinterpretato le canzoni dei Backstreet Boys, Britney Spears, Wham!, diventando virale e riuscendo, in poche ore, a raccogliere milioni di grivne.

In una campagna di raccolta fondi, Vasyl ha messo all’asta la sua folta chioma riccia, aprendo due conti diversi: uno a favore del taglio, e uno contro. Con 1 milione e 800 mila grivne – pari a circa 37.500 euro – hanno vinto quelli che volevano vedere Vasyl con la testa rasata. E così quel taglio, dice ridendo, “è diventato il taglio più costoso della storia dell’umanità”. Ci sono voluti mesi perché i suoi capelli ricrescessero.

Baydak è stato il primo comico a organizzare un tour nelle città europee con lo scopo di raccogliere fondi tra gli ucraini che vivono all’estero. “Oggi partire per un tour è più facile: ci sono gli organizzatori locali che aiutano, ci sono altri comici che hanno esplorato le nuove rotte e le nuove città, non solo in Europa”, racconta Vasyl prima dell’esibizione a Milano, la prima città italiana ad accogliere uno spettacolo di stand-up comedy ucraina. “Giro insieme a mia moglie Lisa, che si occupa della parte pratica del tour. Non ho esigenze particolari, tranne che il locale che ci ospita non deve collaborare con artisti russi”.

Un’ora e mezza di spettacolo con Vasyl diventa una sessione di terapia di gruppo, durante la quale gli ucraini si sentono un po’ a casa, senza dover tradurre le proprie emozioni nella lingua del paese dove vivono. L’unico rombo che si sente è quello delle risate, e non delle bombe.

Ogni spettacolo di Baydak si conclude con un’asta benefica. A Milano ha portato palline da tennis firmate dalla tennista ucraina Elina Svitolina, una maglietta della nazionale autografata dai calciatori ucraini, portachiavi ricavati da un aereo russo abbattuto, pezzi di missili trasformati in braccialetti. Vasyl è capace di vendere perfino una bustina di caffè solubile, una caramella, o il cartoncino di una caramella ucraina, perché non è importante cosa vinci alla fine, l’importante è la tua partecipazione nella resistenza, che può salvare vite.

Baydak ringrazia tutti per questa prima esperienza italiana, promette di tornare a Milano e di chiudere il prossimo spettacolo con applausi e magari con un bis, e non con un’asta benefica – che vorrebbe dire che la guerra è finita. Dal pubblico, qualcuno gli promette di tornare in Ucraina insieme a lui dopo un tale spettacolo, e lui risponde che sarebbe pronto a guidarlo lui, l’autobus carico di ucraini che tornano. E tutti, dopo aver cacciato la paura con una risata, si sentono di nuovo più forti.