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Il talento dell'Europa /2

Porto, “città autentica” e affollata, trasformata dal turismo e dai social

Un uomo fa una foto alla sponda opposta del fiume Douro e a Ribeira do Porto, quartiere con case storiche, ristoranti lungo le Cais da Estiva e Cais da Ribeira a Vila Nova de Gaia, Portogallo, il 21 aprile 2026 (Foto di John Keeble/Getty Images)

E’ questo che il viaggiatore porta via con sé da Porto, un mistero fatto di vie tetre e di case dal colore della terra, il tutto affascinante come, all’imbrunire, le luci che a poco a poco si accendono sulle pendici, una città congiunta con un fiume che chiamano Douro”. Così descriveva il fascino discreto e misterioso di Porto lo scrittore José Saramago nel suo Viaggio in Portogallo del 1990. Oggi, oltre trent’anni dopo, Porto è divenuta una nota e affollata destinazione turistica. Secondo la testata Portugal Global, Porto sarebbe al quinto posto mondiale per numero di turisti internazionali in rapporto alla popolazione: circa 7 milioni di visitatori internazionali all’anno (fino al 2013 erano meno di 2 milioni) a fronte di circa 250 mila residenti, equivalenti a circa 2.800 turisti annuali ogni 100 abitanti, ovvero 28 per residente. E’ un dato molto efficace per rappresentare lo squilibrio tra dimensione urbana e volume turistico, ma va trattato con cautela: confronta un flusso annuale con una popolazione residente e non misura quante persone siano presenti contemporaneamente. Un altro dato significativo è la crescita dei pernottamenti: tra il 2019 e il 2023, secondo la Commissione europea, Porto ha registrato un aumento dei pernottamenti di circa il 60 per cento, pari a circa 3 milioni di notti aggiuntive. Questo contribuisce a inserire la città tra le destinazioni a maggior rischio di densità e squilibrio turistico. La Commissione collega infatti il turismo urbano concentrato a possibili effetti su affollamento, inquinamento, disponibilità di suolo e abitazioni, costo della vita e pressione sulle risorse naturali. Una particolare attenzione è dedicata al ruolo delle piattaforme per la prenotazione di alloggi turistici. L’Área Metropolitana do Porto figura tra le venti regioni di piccole dimensioni europee più frequentate dai visitatori internazionali negli alloggi brevi prenotati attraverso Airbnb, Booking, Expedia e Tripadvisor. Si esplicita poi il nesso tra espansione degli affitti brevi e problemi urbani: diminuzione delle abitazioni disponibili per locazioni di lungo periodo, aumento dei prezzi, sovraccarico dei servizi e delle infrastrutture, possibile spostamento delle comunità residenti e trasformazione dell’identità dei quartieri.

Come si spiega una tale esplosione turistica e trasformazione della città? Non c’è, comprensibilmente, un’unica causa, ma una combinazione di fattori che è maturata negli ultimi quindici anni. Il primo è il trasporto europeo a basso costo. Nel 2009 Ryanair annunciò che l’aeroporto Francisco Sá Carneiro di Porto sarebbe divenuto uno dei propri hub, annunciando un investimento superiore a 140 milioni di dollari e un programma di circa 50 voli giornalieri di andata e ritorno con nuove rotte verso Basilea, Eindhoven, Saint-Étienne e Tours, insieme al raddoppio dei voli per Parigi-Beauvais. La compagnia dichiarò inoltre che l’operazione avrebbe sostenuto 1.500 posti di lavoro locali. Alla compagnia irlandese si sono aggiunte in questi anni le rotte operate da altre compagnie low cost come Easyjet, Transavia e Vueling e rotte intercontinentali per Brasile, Stati Uniti e Africa. Nel 2025 l’aeroporto ha registrato un nuovo record con 16,9 milioni di passeggeri e un’ulteriore crescita del 6 per cento rispetto all’anno precedente. Dal 2012 il traffico è aumentato addirittura del 166 per cento. Ma la situazione attuale è legata anche agli sforzi fatti dalle amministrazioni locali dopo la crisi economica del 2011 per sviluppare il turismo puntando sulla valorizzazione del patrimonio dell’Unesco e sulla costruzione dell’immagine di una “città autentica”, meno costosa della capitale Lisbona e meta appetibile anche sul piano enogastronomico. Impressionante anche la crescita dell’offerta sulle piattaforme di alloggi. Secondo l’Università di Porto, nel 2011 c’erano solo un centinaio di alloggi disponibili su Airbnb a Porto; nel 2018 erano già 11 mila (!), oggi sono circa 13 mila. Non trascurabile, in questo come in altri casi, il ruolo giocato dalle piattaforme social, in particolare Instagram e TikTok. Uno dei luoghi più fotografati e divenuti simbolici di Porto la dice lunga su quanto il turismo sia cambiato, non solo in termini di quantità. Ogni giorno infatti file di visitatori si mettono in coda per visitare la Livraria Lello in Rua das Carmelitas, esempio forse unico al mondo di libreria in cui per entrare si paga un biglietto di ingresso (otto euro, che vengono scontati in caso di acquisto di un volume). Fondata nel 1869, progettata dall’ingegnere Francisco Xavier Esteves con un’originale combinazione di gotico e neomodernismo, è la seconda più antica del Portogallo. Numerose guide, tra cui la Lonely Planet, la descrivono come una delle librerie più belle del mondo. Ma l’attuale affollamento turistico è legato a una diceria secondo cui la libreria avrebbe ispirato la scrittrice britannica J. K. Rowling nella descrizione della biblioteca di Hogwarts nella celebre saga di Harry Potter. La diceria prende spunto dal fatto che la scrittrice ha effettivamente vissuto a Porto tra il 1991 e il 1993 e qui ha lavorato a quelli che sarebbero poi divenuti i romanzi di Harry Potter. Ma l’autrice ha ripetutamente negato di aver tratto ispirazione da quel luogo. “Non ho mai visitato questa libreria a Porto. Non sapevo nemmeno della sua esistenza! E’ bellissima e mi sarebbe piaciuto visitarla, ma non ha nulla a che vedere con Hogwarts”, ha scritto nel maggio 2020 su Twitter rispondendo ai fan.

Come sta affrontando questa situazione la politica e in particolare l’amministrazione locale? Nel 2024 l’allora Sindaco Rui Moreira dichiarò a Bloomberg che le piattaforme di alloggi, avendo ormai saturato il centro storico, rappresentavano un’opportunità di crescita e rigenerazione urbana in aree meno centrali come quella di Campanha. Diverso l’atteggiamento del nuovo sindaco Pedro Duarte, eletto alla fine dell’anno scorso, che nel suo discorso di insediamento ha affermato: “Una città eccessivamente dipendente dal turismo e dal settore immobiliare rischia di diventare ostaggio del proprio successo”. Un successo e un cambiamento inimmaginabile eppure forse in qualche modo intuito da Saramago, che si congedò di fronte a una fonte “sporca e macchiata” vicino alla Cattedrale. “Se un giorno il viaggiatore tornerà a Porto e venendo a cercare questa fonte non la troverà, ne avrà un grande dispiacere. Dirà allora che si sarà commesso un delitto alla luce del giorno, senza che la vittima fosse aiutata dalla Cattedrale, che sta lassù, o dalla gente di Barredo, che sta laggiù”.