14 e 15 GIUGNO 2025. BRUDNIY PES FESTIVAL / KYIV, UCRAINA
La musica suona più forte della guerra
L’atmosfera del Brudniy Pes Festival trasmette lo stato d’animo dell’Ucraina in guerra, che risponde alla prepotenza russa con scherno dissacrante, ironia corrosiva e un’incredibile resistenza creativa. Brudniy Pes vuol dire Cane Sporco, “un abitante della strada”, e dalla prima edizione nel 2022 il festival è dedicato alla street culture: hip-hop, street art, breakdance, ma anche drum-n-bass, musica elettronica, techno, indie-rock. L’edizione di quest’anno sarà il 14 e 15 giugno al Keller Bar di Kyiv, uno dei più importanti ritrovi della scena underground della capitale, e la line-up si articola in cinque palchi su cui si alterneranno novanta artisti ucraini di sei generi diversi. Il festival sostiene i giovani, “le nuove facce della cultura ucraina” e testimonia come ogni anno la scena musicale e artistica indipendente del paese cresca, anche in guerra. Complementare alla musica, il festival sviluppa un universo di arte visiva surreale e ironico. Questo luogo di perdita di controllo e trasformazione è un simbolo dell’inesauribile determinazione a vivere degli ucraini, e dell’impegno a prendersi cura di tutte le vittime dell’aggressione russa: la protagonista del poster del festival è Duffy, uno dei cani del rifugio Khvostati, che salva gli animali abbandonati nell’Ucraina in guerra, e che Brudniy Pes sostiene con i suoi guadagni.
14-17 LUGLIO 2025. SILVER FRAME FILM FESTIVAL / SREBRENICA, BOSNIA ERZEGOVINA
Riportare la vita a Srebrenica
Se si percorrono le strade di Srebrenica si percepisce ingombrante il dolore condensato sull’intonaco degli edifici. Sono ancora aperte le cicatrici della guerra e del genocidio, che schiacciano la città al ruolo di simbolo della tragedia. Per questo è così prezioso il Silver Frame Film Festival, che si terrà a luglio, trent’anni dopo il genocidio del 1995. Lo cura il regista Ado Hasanovic, che a Srebrenica è cresciuto: “Molto prima di diventare l’epicentro di uno dei più spaventosi eccidi in Europa, Srebrenica era conosciuta per essere una località termale di villeggiatura dell’ex Jugoslavia, sperduta fra le montagne bosniache e nota fin dall’antichità per le sue miniere di argento (che si dice “srebro”). Il festival è nato per restituire a Srebrenica uno spazio di vita e di cultura”. Propone una selezione di film di qualità “come a Roma, Parigi o New York”, che raccontano parabole universali di speranza, resilienza e comunità, di legame tra le persone, perché anche Srebrenica abbia accesso a questo tipo di cultura. Il Silver Frame è realmente legato al territorio. Hasanovic racconta: “Coinvolgiamo attivamente la comunità locale, offrendo l’opportunità di esprimersi e magari trovare una prospettiva per il futuro proprio qui – ai giovani delle scuole di cinema dei Balcani occidentali è dedicata anche una sezione in concorso e una residenza artistica. E’ aperto a tutti, indipendentemente dalla religione o dall’origine, perché il cinema ha il potere di unire le persone e costruire comunità”.
GIUGNO 2025. CINE DORÉ / MADRID, SPAGNA
Il fascino discreto del cinema d’Essai
A volte si impone il desiderio molto preciso di entrare in un cinema per vedere un vecchio film, se poi il cinema è una di quelle istituzioni storiche in un centro città ancora meglio. Questo desiderio può essere esaudito al Cine Doré di Madrid, un edificio liberty con motivi floreali sulla facciata nel quartiere Antón Martín, sede della Filmoteca española. Oltre a una selezione di proposte internazionali per il festival Filmadrid (10-15 giugno), il programma di giugno propone diverse rassegne tematiche. Tra queste: la rassegna dedicata al cinema romantico del dopoguerra spagnolo e agli espedienti a cui ricorrevano i cineasti per aggirare la moralità puritana imposta dal regime falangista; la retrospettiva su Anatole Litvak, regista ebreo ucraino emigrato in Germania perché non abbracciava l’ideologia sovietica, rifugiato poi a Parigi durante l’ascesa del nazismo e che, con il montare dell’antisemitismo, migra a Hollywood, dove realizza il primo film apertamente antinazista, “Confessioni di una spia nazista”; il festival del cinema peruviano e “Cambio de sexo”, film del 1977 con Lou Castel sulla storia di un’adolescente trans, contribuiscono a ultimare la seduzione del ceto medio riflessivo, che ripara dal torrido clima madrileño in un matinée con aria condizionata.
10 MAGGIO – 17 AGOSTO 2025. RISE OF THE SUNKEN SUN / COPENHAGEN, DANIMARCA
Il sole affonda nel mare dove non tramonta
Container trasformati in loft, tuffi in porto, flat white, cieli rasserenati dal sistema di previdenza sociale, molte bici. Copenhagen è un’utopia e a giugno le giornate senza fine si animano con il 3daysofdesign, il Copenhagen Photo Festival, e persino la fiera di vino naturale – la città è ormai un centro europeo del settore. In questo quadro soverchiante radical chic trova spazio anche un tentativo di mettere in discussione il rapporto coloniale del Regno di Danimarca con la Groenlandia, il cui nome nativo è Kalaallit Nunaat. Il Fotografisk Center ospita la mostra “Rise of the Sunken Sun” dell’artista e fotografo groenlandese Inuuteq Storch, già presentata al Padiglione Danimarca a Venezia nel 2024. Il titolo si ispira alla bandiera groenlandese, dove il sole artico affonda nel mare di ghiaccio, e affronta il tema del decolonialismo e la complessità delle narrazioni e dello sguardo. Le foto storiche del primo fotografo Kalaaleq dialogano con i momenti di vita quotidiana sull’isola ritratta da Storch. Il fotografo ha anche curato un’installazione complementare alla mostra al Politikens Forhal, scandagliando l’immenso archivio fotogiornalistico del gruppo JP/Politikens Hus, rielaborando e dando nuovo significato all’immaginario costruito dai danesi su Kalaallit Nunaat. Un’occasione per conoscere l’isola più contesa del mondo dalla prospettiva dei suoi abitanti.
13-22 GIUGNO. OREOL FESTIVAL TERSCHELLING / PAESI BASSI
Il vento, la sabbia, il teatro nel mare del Nord
“Comprendi dove sei, con il vento che ti fischia nelle orecchie e il sale sulla lingua”. Era il motto di Joop Mulder, ed evoca bene le atmosfere dell’Oreol Festival, da lui fondato, il più grande festival site-specific di arti performative in Europa. Per dieci giorni, ogni estate dal 1981, il festival ospita più di 50 mila persone sull’isola di Terschelling, nella riserva naturale del mare di Wadden, nord dei Paesi Bassi. Il più grande festival, e forse il più strano: installazioni in mezzo alle dune, spettacoli teatrali gastronomici, performance collettive tra gli alberi nel bosco oppure distesi supini nelle acque del lago, e ancora danza, musica, teatro di strada, circo, letteratura in più di 200 eventi. Campeggi attrezzati, spettacoli inclusivi per persone con disabilità, tutto ecologico, viva il Nord Europa.
GIUGNO E LUGLIO 2025. OPEN HOUSE EUROPE / TORINO, PORTO
Flâneur nelle case degli altri
Per chi ama la città, gli edifici e gli spazi costruiti, esiste un festival mondiale gratuito diffuso capillarmente in tutti i continenti (tranne l’Antartide). Si chiama Open House ed è un format internazionale nato a Londra nel 1992 che oggi coinvolge 58 città. L’idea è aprire spazi normalmente inaccessibili – soprattutto case, ma anche uffici, spazi pubblici, luoghi di comunità, ville, palazzi storici – per mostrare il valore del progetto di architettura, interior design o paesaggio. E’ l’evento per i voyeur delle case degli altri e delle evoluzioni della città, dalle piccole soluzioni creative ai grandi interventi urbani. In Europa i prossimi appuntamenti sono Porto (5-6 luglio), ma prima Torino (7-8 giugno). Qui la mappa è puntellata di abitazioni e loft di ogni gusto, oltre che giardini nascosti, grattacieli, foreste abitabili, e persino il Dancing Le Roi, capolavoro eclettico di Carlo Mollino, e il consolato (liberty) della Repubblica socialista del Vietnam. La decima edizione di Porto, curata dalla Casa de Arquitectura, celebra l’esplorazione architettonica aprendo più di 70 spazi tra Porto, Maia, Matosinhos e Vila Nova de Gaia. Lo spirito di Open House è, in fondo, come la città stessa: c’è di tutto e ci sono soprattutto le persone.
23 MAGGIO – 15 GIUGNO. SHUBBAK FESTIVAL / LONDRA, REGNO UNITO
Londra apre una finestra sulle culture arabe
Nella Londra di inizio estate si sta svolgendo la primavera culturale araba: lo Shubbak Festival, la grande biennale di cultura araba contemporanea. Opere teatrali, arti visive, reading, workshop, eventi di moda, design e moltissima musica per diffondere la ricchezza artistica delle culture arabe, dell’Asia occidentale e del Nord Africa. L’edizione del 2025 dà molto spazio alla pratica artistica di artiste e artisti palestinesi e della diaspora, opere in cui emerge la vitalità di un popolo spesso incastrato nel ruolo di vittima indifesa. Qualche appuntamento: lo spettacolo “Milk” della compagnia teatrale Khasabi, sul dolore ineffabile delle madri palestinesi in lutto; la commedia nera di Ahmed Masoud, “Application 39”, in cui Gaza deve ospitare le Olimpiadi del 2084; la performance al Barbican della dj Sama AbdulHadi; ma anche la mostra “Rise, Habibi”, ispirata ai versi di resistenza di guerriere, sante, principesse e schiave arabe e musulmane di più di mille anni fa; “Syrian Ryhthms”, un palinsesto dedicato alla Siria da ricostruire, e “For Sudan”, un evento dedicato alla cultura e alla sofferenza del popolo sudanese per immaginare un paese liberato. Il programma effettivamente traduce i valori dichiarati nel manifesto: inclusione, accessibilità, gioia radicale, integrità, libertà. Shubbak in arabo vuol dire finestra, un invito ad aprirle in Europa.
27 – 29 GIUGNO 2025. KROKODIL LITERARY FESTIVAL / BELGRADO, SERBIA
Il festival del coccodrillo che si batte e resiste
Il prato dell’anfiteatro del Museo della Jugoslavia a Belgrado dal 27 al 29 giugno ospita il Krokodil Literary Festival, il grande appuntamento letterario dei Balcani occidentali, con reading, interviste, discussioni, proiezioni, laboratori per bambini e spettacoli con ospiti serbi e internazionali (negli anni sono passati Margaret Atwood, Irvine Welsh, Hanif Kureishi, Georgi Gospodinov, Dubravka Ugrešic, Hassan Blasim, Mathias Énard). Il valore civile dell’associazione Krokodil non si esaurisce al festival: è una delle poche associazioni serbe indipendenti che si batte, perseguitata e perseguita, per far riconoscere le responsabilità del governo, per ottenere elezioni giuste e libere, contro la violenza, la propaganda (puliscono fisicamente i muri dai messaggi nazionalisti e d’odio), la disinformazione e il revisionismo storico. Denunciano la propaganda pro Russia, sostengono l’Ucraina coinvolgendo artiste e artisti ucraine nel programma di residenze, e hanno aperto la prima biblioteca ucraina in Serbia, con seicento volumi. Ogni anno organizzano un evento per discutere dell’Europa del passato e del futuro. E’ proprio dove la prepotenza e la corruzione corrodono la tenuta democratica di un paese che fioriscono i laboratori di resistenza a cui dobbiamo guardare, e che dobbiamo coinvolgere per fare l’Europa.
20 GIUGNO 2025 – 4 GENNAIO 2026. SAINT PHALLE, TINGUELY e HULTEN / PARIGI, FRANCIA
Niki, Jean e gli altri al Grand Palais
I traslochi e le ristrutturazioni sono tra gli avvenimenti più stressanti della vita di una persona. Quindi non è improprio pensare che il grande lavoro di ammodernamento e ristrutturazione del Centre Pompidou di Parigi sia tra gli avvenimenti più stressanti della vita culturale della Francia. Il Centro ha iniziato a chiudere le sue stanze un pezzo alla volta fino alla chiusura definitiva di settembre, quando inizierà la sua “metamorfosi” (si legge nel sito). Riaprirà nel 2030, ma fino ad allora le sue collezioni e la sua programmazione viaggeranno a Parigi e nel mondo grazie al programma spin-off “Constellations”, di cui fanno parte diversi eventi al Grand Palais, nell’VIII Arrondissement. Qui il 20 giugno inaugura “Niki de Saint Phalle, Jean Tinguely, Pontus Hulten”, una mostra che esplora e mette in dialogo il lavoro della coppia di artisti e del primo direttore del Pompidou Pontus Hulten, grande sostenitore e committente di Saint Phalle e Tinguely – a partire dalle statue della Fontana Stravinsky nella piazza davanti al Centro. In sintonia con il linguaggio dei due artisti e del curatore, la mostra propone un percorso storico, ma anche ludico, dove la provocazione e l’utopia si fondono nell’arte, nell’amore e nell’amicizia – è la ribellione attraverso la gioia, come le ingombranti Nana di Saint Phalle. Bonus track al Grand Palais: dal 13 al 29 giugno la Navata del Grand Palais ospita anche la prima retrospettiva del regista teatrale Mohamed El Kathib, dove il percorso espositivo si anima la sera con spettacoli, incontri e musica.
15-16 GIUGNO. VIVENT LES VINS LIBRES / MARSIGLIA, FRANCIA
I vini liberi sono in festa a Marsiglia
C’è un’app che si chiama Raisin e che mappa tutti i locali dove si può trovare del vino naturale e i vignaioli che lo producono. Ovviamente l’app è francese, è più utile di Google maps e registra anche gli eventi e le fiere del settore. Come “Vivent les vins libres”, la fiera del vino naturale di Marsiglia, che il 15 e 16 giugno si svolgerà in modo diffuso con pop-up di più di 30 produttori francesi nelle enoteche della città. La fiera stessa è organizzata da vignaioli naturali e si può trovare un po’ di tutto da tutte le regioni – Jura, Loire, Alsace, Beaujolais, Champagne – ma la filosofia è la stessa: il vino si fa in vigna. E poi magari si può gustarlo con un tramonto mediterraneo, al porto.