Il Natale è qui, siamo pieni di liste di regali per mariti, mogli, genitori, bambini e cani, così come di rassegne di libri, film, serie tv che ci hanno fatto compagnia nel 2025. Abbiamo anche noi una lista di consigli europei: abbiamo chiesto a giornalisti del panorama mediatico europeo un film, un disco, un libro o un oggetto che, secondo loro, rappresenta l’Europa di oggi.
“Lux” di Rosalía
Ho ascoltato a ripetizione l’incredibile album “Lux”, un disco che supera i generi. Al singolo principale, “Berghain”, la superstar pop catalana collabora con una islandese (Björk) raccontando di un club berlinese, con l’accompagnamento della London Symphony Orchestra. Cosa c’è di più europeo? A livello musicale questo disco è anche un miscuglio di influenze continentali, dal barocco al flamenco. E poi c’è il fatto che lei, Rosalía, canti in quattordici lingue, e questo ha portato qualcuno a scherzare sul fatto che sia una versione musicale di una conferenza stampa della Commissione europea. Se solo le conferenze stampa della Commissione europea fossero così divertenti!
Katy Lee
Creatrice del podcast The Europeans, da Parigi
La banconota dell’euro
Una valuta con ponti ed edifici immaginari, astratta, senza volti, che non dà ascolto a nessun orgoglio nazionale, con il design dei burocrati spaventati dall’offendere qualcuno, alla ricerca di un debole e innocuo consenso, le banconote dell’euro sono allo stesso tempo un simbolo della difettosa integrazione europea e dell’eccessiva cautela europea. L’euro inoltre rappresenta una hybris più antica, quella che la valuta europea, anche senza un mercato unico e con tutte le deroghe esistenti, avrebbe potuto rivaleggiare con il dollaro statunitense, sia in valore sia come valuta di riserva. Le monete, almeno, hanno qualche simbolo nazionale sul retro, ma nessuno ormai le usa più molto. E la combinazione dei metalli dà, almeno a me, un’allergia alla pelle.
Steven Erlanger
Capo corrispondente diplomatico del New York Times, da Berlino
“Slow Horses”, “Kairos”, il Matcha latte
Una serie basata sui romanzi di Mick Herron, uno spy-thriller tragicomico che è allo stesso tempo un’analisi sofisticata della geopolitica e della cattura dello stato in un Regno Unito post Brexit e post Guerra fredda, e sulle involontarie conseguenze dell’invasione del 2011 della Libia. Le raggelanti espressioni di Kristin Scott-Thomas, come vice (e poi capa) del MI5, mentre lotta contro un capo narcisista e incompetente, sono perfette. Ma aggiungerei anche un libro del 2021, “Kairos” di Jenni Erpenbeck (in Italia edito da Sellerio), su una relazione amorosa e sulle lunghe eco emotive della caduta del muro di Berlino. E poi, come fenomeno culturale: il Matcha latte – ormai onnipresente in giro per l’Europa, mentre le città, da Lisbona ad Atene, da Barcellona a Parigi, sono invase da un misto di turisti e nomadi digitali che portano le loro pratiche bobò nel vecchio mondo.
Rachel Donadio
Collaboratrice dell’Atlantic, ex capo corrispondente del New York Times da Roma
Il canto del profeta di Paul Lynch.
“Prophet song”, dello scrittore irlandese Paul Lynch, ha vinto il Booker Prize nel 2023. Descrive in modo vivido la condizione dei rifugiati in un paese che sta lentamente scivolando verso il totalitarismo. I giudici del Booker hanno detto che “cattura le ansie sociali e politiche della nostra condizione attuale”. L’ho trovato potente ed emozionante, soprattutto perché oggi si potrebbe applicare facilmente a un buon numero di nazioni europee (in italiano il libro è edito da 66thand2nd).
Robin Lustig,
Storico giornalista e presentatore della BBC, da Londra
Un semiconduttore di Nexperia
Si tratta di un oggetto molto piccolo, ma il “Nexperia-gate” rappresenta l’approccio naïve dell’Europa alla Cina. I Paesi Bassi, dove ha sede la Asml, specializzata nello sviluppo di macchine per fotolitografia utilizzate per produrre chip fondamentali per l’automotive, è leader nell’industria dei semiconduttori. Però, questa industria da diversi miliardi di dollari è diventata una pedina nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina (il governo olandese ha assunto il controllo effettivo dell’azienda, controllata da un gruppo cinese, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Poi il governo ha fatto retromarcia dopo la tregua tra Trump e Xi Jinping, ndr). La piccola nazione olandese si ritrova incastrata tra due superpotenze per via di ingerenze politiche. In tutto questo cosa fa quella superpotenza che dovrebbe essere l’Unione europea? Le conseguenze sono preoccupanti. Dopo l’intervento del governo olandese cos’è successo? Il governo cinese comunista, che è proprietario della società madre Wintech, è riuscito a far traballare con un semplice gesto l’industria dell’auto della Germania. Parliamo di semiconduttori molto semplici, non roba high-tech. Com’è possibile che l’industria tedesca, nonostante tutti gli avvertimenti, resti così dipendente dall’economia – statale – della Cina?
Alexander Bakker
Corrispondente da Bruxelles del quotidiano olandese De Telegraaf
“La mente nazi, dodici moniti dalla storia”, di Laurence Rees (Bompiani)
I meccanismi politici, psicologici, neuropsicologici e comportamentali che hanno permesso la vittoria dei nazisti e poi reso accettabile la Shoah vengono oggi utilizzati dai populisti per arrivare al potere. In un momento di declino delle democrazie liberali, questo libro estremamente brillante (e ne ho letti molti su questo periodo storico) racconta la storia del nazismo dal 1920 al 1945 attraverso dodici capitoli che sono altrettante chiavi per comprendere l’ascesa dei populismi, e per combatterli: le teorie del complotto, la separazione del popolo tra “loro” (gli ebrei, i musulmani) e “noi”, il culto del leader, la corruzione della gioventù, la messa in discussione dei diritti umani, la paura, ecc. Se c’è un solo libro da leggere quest’anno, è quello di questo storico britannico.
Jean Quatremer
Corrispondente europeo di Libération