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Il discorso sullo Stato dell'Unione

Von der Leyen testa la stanchezza del Parlamento europeo e festeggia l’ospite d’onore

La leader di estrema destra Marine Le Pen e il presidente del partito di estrema destra Rassemblement National (Raggruppamento Nazionale) Jordan Bardella arrivano per partecipare al decimo anniversario del mortale attentato col camion del 2016 a Nizza, nel sud della Francia, martedì 14 luglio 2026. (AP Photo/Philippe Magoni, Pool) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Lo Stato dell’Unione di Ursula von der Leyen

E’ il grande momento della “rentrée” dopo la pausa estiva. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, farà il suo discorso sullo Stato dell’Unione mercoledì 16 settembre davanti al Parlamento europeo a Strasburgo. E’ l’occasione per fissare le priorità di un nuovo anno, ma anche di fare un bilancio di quello passato. Tradizionalmente lo staff di von der Leyen non lascia mai trapelare nulla per non rovinare la sorpresa. Ma i temi centrali sono già conosciuti. La sovranità e l’indipendenza dell’Europa dovrebbero essere al centro della nuova narrazione politica della presidente della Commissione. L’Ucraina rimane una delle grandi priorità, ora accompagnata dalle minacce dirette della Russia ai paesi europei. La Cina sarà indicata come la principale sfida economica da cui proteggersi, nonostante l’imprevedibilità di Donald Trump e della sua politica dei dazi. Tra le molte iniziative, von der Leyen potrebbe annunciare il divieto di accesso ai social media per i minori di una certa età.
Lo Stato dell’Unione sarà anche l’occasione per testare il livello di stanchezza del Parlamento europeo dopo sette anni di presidenza di von der Leyen. La sua maggioranza – formata da Partito popolare europeo, Socialisti&Democratici e liberali di Renew – è sempre più fragile e instabile. Il centro sinistra accusa von der Leyen di non rimettere in riga il Ppe, quando si allea con la destra sovranista e l’estrema destra. Diversi deputati le contestano il ritardo nella messa in opera delle raccomandazioni del rapporto di Mario Draghi. In un discorso a Parigi a fine agosto, von der Leyen ha rivendicato di aver aperto già sei cantieri (concorrenza della Cina, Unione del risparmio e degli investimenti, completamento del mercato unico, energia, intelligenza artificiale, accordi commerciali) e ha annunciato una svolta industrialista. Ma le ondate di calore registrate in tutta l’Ue durante l’estate e il suo impatto su alcuni settori come l’agricoltura potrebbero offrire alla presidente della Commissione anche l’occasione per ribadire la necessità di portare avanti il Green deal, anche se con un approccio più pragmatico. Rimangono le sfide immediate che attendono von der Leyen in autunno: la prima è quella di salvare la sua proposta per il nuovo Quadro finanziario pluriennale. Senza risorse sufficienti per il bilancio 2028-34 dell’Ue, l’Europa indipendente rimarrà una chimera.

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Il “tour delle capitali” di António Costa

Il mese di settembre serve al presidente del Consiglio europeo, António Costa, a lavorare a un consenso tra i capi di stato e di governo sul nuovo Quadro finanziario pluriennale. Dalla fine di agosto Costa è impegnato in un tour delle capitali per incontrare i capi di stato e di governo di ventisei paesi (tutti tranne la Svezia che andrà a elezioni a metà settembre) per cercare di arrivare a un accordo all’unanimità entro la fine dell’anno sul bilancio 2028-34 dell’Ue. Il compito di Costa non sarà facile. Lo dimostra la posizione assunta dai paesi frugali in un mini-vertice convocato giovedì 27 agosto a Berlino dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Germania, Paesi Bassi, Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia hanno pubblicato una dichiarazione comune con un ultimatum: “Per arrivare a una zona di atterraggio accettabile, la proposta della Commissione di quasi 2 trilioni di euro deve essere ridotta di diverse centinaia di miliardi di euro in modo equilibrato”. Dopo aver visitato Slovacchia, Estonia, Lituania, Lettonia e Repubblica ceca, Lussemburgo, Croazia, Ungheria, Bulgaria, Grecia, Cipro e Slovenia, le prossime settimane del “tour delle capitali” saranno dedicate ai paesi chiave: i capifila dei frugali e quelli degli amici della coesione.

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Mark Carney al Parlamento europeo

Anche il primo ministro canadese, Mark Carney, sarà al Parlamento europeo nella sessione di settembre. Sarà l’ospite d’onore di von der Leyen durante il discorso sullo Stato dell’Unione. E parlerà il giorno successivo davanti alla plenaria. Dopo il fallimento dei negoziati con gli Stati Uniti e l’avvio di un’escalation di dazi con Trump, Carney ha espresso la volontà di rafforzare in modo considerevole le relazioni tra il Canada e l’Ue. Il suo discorso sulle alleanze tra potenze medie al Forum economico mondiale di Davos è stato applaudito da molti leader europei. Il suo discorso al Parlamento europeo sarà ascoltato con grande attenzione per trovare fonte di ispirazione dentro l’Ue. Tuttavia c’è una differenza fondamentale tra l’approccio di Carney e quello scelto da Ursula von der Leyen e i capi di stato e di governo nei confronti di Trump: il premier del Canada ha scelto il rapporto di forza, accettandone i costi economici, per resistere all’imperialismo economico del presidente Maga; gli europei hanno preferito cedere docilmente alle sue imposizioni per un accordo sui dazi che è decisamente svantaggioso per l’Ue.

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Elezioni in Svezia e in Sassonia-Anhalt

La Svezia inaugurerà una nuova stagione elettorale 2026-27 piena di pericoli per l’Unione europea. Francia, Spagna, Italia, Polonia, Grecia sono tra gli stati membri che andranno alle urne nel prossimo anno e mezzo, nel momento in cui i partiti di estrema destra stanno guadagnando terreno ovunque. Il grande timore dell’Ue è l’elezione di Marine Le Pen alle presidenziali in Francia. Domenica 13 settembre gli svedesi dovrebbero decidere un cambio di governo, restituendo il potere alla socialdemocratica Magdalena Anderson, dopo quattro anni di governo conservatore guidato dal leader dei Moderati, Ulf Kristersson, con il sostegno esterno del partito di estrema destra dei Democratici svedesi. Le implicazioni per l’Ue saranno limitate: il sostegno all’Ucraina è un tema consensuale in Svezia, così come la chiusura delle frontiere ai migranti irregolari. Anderson sarà un’alleata dell’italiana Giorgia Meloni e della danese Mette Frederiksen su questo tema. Le implicazioni per l’Ue rischiano di essere più gravi nelle elezioni nel Land della Sassonia-Anhalt in Germania domenica 6 settembre. Il partito di estrema destra, l’AfD (Alternativa per la Germania), potrebbe conquistare per la prima volta un governo statale, infliggendo un duro colpo alla grande coalizione di Friedrich Merz. La progressione dell’AfD nei sondaggi nazionali e nelle urne dei Länder potrebbe spingere il cancelliere a radicalizzare le sue posizioni a Bruxelles.